AgenPress. Di quale dignità parliamo, se ancora oggi più di mille persone all’anno non tornano a casa dal lavoro? Oltre mille l’anno, sono le volte che siamo stati sconfitti, tutti. Persone, famiglie, storie interrotte che non possono, e non devono essere dimenticate. E voglio rivolgere, qui, un pensiero di commossa riconoscenza, anche per il suo bel caldo abbraccio, a chi ha trasformato un dolore inimmaginabile – come la perdita di una figlia – in un impegno per tutti. Mi riferisco in questo caso a Emma, la mamma di Luana D’Orazio.
Tutti noi la consideriamo una mamma straordinaria, una persona straordinaria, che della memoria di sua figlia ha fatto una battaglia che ci riguarda, ci coinvolge, ci mobilita uno a uno. E che ha ispirato anche una proposta che la UIL ha avanzato e che il Governo ha fatto propria: l’istituzione delle borse di studio per accompagnare ragazzi e bambini che hanno perso i loro genitori sul posto di lavoro durante il percorso di studi, dalla scuola primaria all’università. Le borse sono già operative e possono contare su un investimento strutturale da 26 milioni di euro l’anno.
Sarà una goccia nel mare, Emma però non sarebbe stato possibile senza di te, senza il tuo coraggio, senza la tua forza, senza i tuoi splendidi occhi che ci insegnano quanto non basta non dimenticare, bisogna costruire per impedire che accada di nuovo. Non tutti avrebbero avuto la stessa forza, non tutti l’hanno avuta, noi tutti ti siamo riconoscenti.
Ma alla famiglia D’Orazio e a ogni famiglia colpita da queste tragedie voglio dire che sono convinta che sia su priorità come questa che si misura la civiltà di una Nazione e quanto un popolo abbia a cuore il proprio presente e il proprio futuro.
