Leonardo Maria Del Vecchio lascia EssilorLuxottica: nuova sfida imprenditoriale

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Il figlio del fondatore di Luxottica lascia tutti gli incarichi nel gruppo. Dal 31 agosto si concentrerà su nuovi progetti imprenditoriali. L’azienda: “Ha contribuito alla crescita del gruppo e alla realizzazione della visione strategica voluta dal padre”


AgenPress. Leonardo Maria Del Vecchio lascia tutti gli incarichi ricoperti in EssilorLuxottica e si prepara ad aprire un nuovo capitolo della propria attività imprenditoriale. La decisione, comunicata dal gruppo italo-francese nella mattinata di martedì 25 agosto, è motivata dalla volontà di dedicarsi a nuovi progetti imprenditoriali. Le dimissioni saranno effettive dal 31 agosto.

Il passo indietro riguarda anche due ruoli particolarmente significativi: quello di presidente di Ray-Ban e quello di chief strategy officer di EssilorLuxottica. La notizia arriva dopo oltre un decennio di attività all’interno del gruppo, dove Del Vecchio ha assunto responsabilità sempre più rilevanti dopo la scomparsa del padre, Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica.

Il gruppo ha accompagnato l’annuncio con un messaggio di riconoscimento nei confronti dell’imprenditore.

“Ringraziamo Leonardo Maria per aver contribuito alla crescita del gruppo e alla realizzazione della visione strategica voluta dal padre”, ha fatto sapere un portavoce di EssilorLuxottica, augurandogli “uguale successo nella sua nuova avventura”.

Un ringraziamento che sottolinea il legame tra il percorso professionale di Leonardo Maria e l’eredità industriale del padre. Il giovane imprenditore ha infatti lavorato all’interno dell’azienda in una fase particolarmente delicata, quella successiva alla scomparsa del fondatore e alla progressiva evoluzione della governance del colosso dell’occhialeria.

Secondo quanto riportato da Milano-Finanza e ripreso da Reuters e da altre testate, nella lettera con cui ha comunicato le proprie dimissioni Leonardo Maria Del Vecchio avrebbe espresso anche critiche nei confronti dello stile di gestione dell’amministratore delegato Francesco Milleri, definendolo distante e impersonale e sostenendo la necessità di riportare le persone maggiormente al centro dell’organizzazione.

Si tratta di un elemento che aggiunge una dimensione manageriale alla decisione, anche se la motivazione ufficiale resta quella della volontà di dedicarsi a nuovi progetti imprenditoriali.

Per Del Vecchio, il rapporto con Ray-Ban ha rappresentato una delle esperienze più importanti all’interno del gruppo. In una precedente intervista aveva definito il marchio come una sfida affrontata con grande responsabilità, sottolineandone il valore iconico e il legame con la storia costruita dal padre.

Parallelamente, negli ultimi anni Del Vecchio ha sviluppato un percorso imprenditoriale autonomo attraverso LMDV Capital, il family office da lui fondato. Nel giugno 2026 ha assunto la carica di presidente esecutivo della società, mentre Lorenzo Calì è stato nominato amministratore delegato con le deleghe operative.

La scelta di lasciare EssilorLuxottica sembra quindi inserirsi in un percorso già avviato: ridurre progressivamente la presenza manageriale nel gruppo ereditato dal padre per concentrarsi su investimenti e iniziative imprenditoriali sviluppate in prima persona.

Il prossimo capitolo della carriera di Leonardo Maria Del Vecchio resta ancora in parte da definire. Non sono stati infatti comunicati dettagli sui nuovi progetti ai quali intende dedicarsi.

Il cambio di prospettiva, tuttavia, è significativo. Del Vecchio esce dai ruoli operativi di EssilorLuxottica, ma la famiglia continua ad avere un peso determinante nell’azionariato del gruppo attraverso Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, che detiene il 32,4% del capitale.

La separazione dai ruoli manageriali non rappresenta dunque una rottura con la storia familiare, ma piuttosto l’avvio di una fase nella quale Leonardo Maria Del Vecchio potrà misurarsi con un’identità imprenditoriale sempre più autonoma.

Un passaggio che porta con sé anche una responsabilità simbolica: costruire nuovi progetti senza rinunciare all’eredità di un padre che ha trasformato una piccola realtà italiana in uno dei maggiori gruppi mondiali dell’occhialeria.

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