Giorgia Meloni: “Nessuna intesa con chi si schiera contro il sostegno a Kiev”

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La premier Giorgia Meloni ribadisce la sua linea sulla guerra in Ucraina e mette un punto fermo anche sul terreno delle alleanze politiche: nessuna intesa con chi si schiera contro il sostegno a Kiev. «Non sono buona per tutte le stagioni», afferma la presidente del Consiglio.


AgenPress. Giorgia Meloni non sembra intenzionata a cambiare rotta sulla guerra in Ucraina per ragioni di convenienza politica o elettorale. La presidente del Consiglio, intervistata da Claudio Cerasa per Il Foglio, ha ribadito con chiarezza la propria posizione sul sostegno italiano alla difesa dell’Ucraina, arrivando a escludere alleanze con forze politiche che votino contro questa linea.

«Giorgia Meloni non è certamente disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora, o di quello in cui crede, per calcolo politico o elettorale», ha spiegato la premier, parlando di sé in terza persona.

Il messaggio è rivolto tanto agli avversari quanto agli alleati e, più in generale, a tutte quelle forze politiche che negli ultimi anni hanno assunto posizioni differenti rispetto alla strategia del governo italiano e dei suoi partner internazionali.

Il punto centrale della dichiarazione di Meloni riguarda proprio le alleanze. La presidente del Consiglio ha chiarito di non essere disponibile a costruire intese politiche con chi si oppone al sostegno all’Ucraina.

Una posizione che la premier presenta non come una semplice scelta tattica, ma come una questione di coerenza politica. La linea seguita dall’Italia dall’inizio dell’invasione russa, secondo Meloni, non può essere modificata soltanto sulla base delle convenienze del momento.

«Io sono una persona seria, e non sono buona per tutte le stagioni», ha aggiunto la presidente del Consiglio.

Parole che rafforzano l’immagine di una Meloni intenzionata a rivendicare continuità nelle proprie scelte, anche quando queste possono creare difficoltà sul piano politico o all’interno dello stesso centrodestra.

Il tema del sostegno all’Ucraina non riguarda soltanto gli equilibri parlamentari italiani. La posizione del governo Meloni si inserisce infatti nel quadro delle relazioni con l’Unione europea, la NATO e gli altri Paesi occidentali che hanno sostenuto Kiev dopo l’invasione russa.

Per la premier, dunque, una scelta sulla politica estera non può essere trattata come una variabile elettorale da modificare a seconda delle convenienze. Il sostegno all’Ucraina diventa così anche un elemento per definire il perimetro delle possibili alleanze politiche.

La dichiarazione assume particolare peso in una fase nella quale, in Italia e in Europa, il tema della guerra e dell’invio di aiuti a Kiev continua a dividere le forze politiche e l’opinione pubblica.

Il passaggio più significativo dell’intervista è probabilmente proprio quello nel quale Meloni lega la politica estera alla propria idea di affidabilità politica.

La premier non vuole apparire come una leader disposta a modificare le proprie convinzioni per inseguire consenso o nuove maggioranze. «Non sono buona per tutte le stagioni» diventa, in questo senso, una rivendicazione di coerenza: chi vuole costruire un rapporto politico con Giorgia Meloni deve fare i conti anche con le sue scelte sull’Ucraina.

Il messaggio è quindi netto: sulle questioni che considera fondamentali, Meloni non intende sacrificare le proprie posizioni per il calcolo politico.

E tra queste, almeno secondo quanto dichiarato nell’intervista al Foglio, c’è il sostegno alla difesa dell’Ucraina.

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