Animal Equality protesta davanti al Parlamento Europeo mentre von der Leyen omette il benessere animale nel suo discorso

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AgenPress. Oggi, per oltre un’ora, Ursula von der Leyen ha detto all’Europa cosa conta. Gli animali non erano nell’elenco. Il suo discorso sullo Stato dell’Unione non contiene una sola parola sulla riforma del benessere degli animali allevati. Nulla sull’eliminazione delle gabbie, nulla sulla fine dell’uccisione dei pulcini maschi. Anche la lettera d’intenti pubblicata insieme al discorso è altrettanto vuota. Dopo mesi di mobilitazione in tutta Europa, per Animal Equality questo silenzio è inaccettabile.

Da questa mattina, Animal Equality protesta davanti al Parlamento Europeo per chiedere l’eliminazione delle gabbie e la fine dell’uccisione dei pulcini maschi. Dopo un mese in cui migliaia di cittadini in tutta Europa sono scesi in piazza e hanno inviato le proprie richieste online, e dopo cinque anni di ritardi, il discorso sullo Stato dell’Unione ha ignorato ancora una volta la responsabilità della Commissione di agire per riformare la normativa sul benessere animale.

In risposta al silenzio della Presidente della Commissione Europea, Animal Equality sarà a Bruxelles con oltre 300 attivisti dal 28 al 30 settembre per condannare il mancato rispetto, da parte della Commissione, dei propri impegni ufficiali sul benessere animale.

A febbraio 2026, Animal Equality ha lanciato la campagna “EU: Your Delays, Their Suffering”, mobilitando centinaia di persone a Bruxelles per consegnare una richiesta precisa: il divieto delle gabbie e la fine dell’uccisione dei pulcini maschi, pratiche ancora diffuse che, sebbene condannate anche dalla comunità scientifica, non hanno avuto spazio nel discorso di von der Leyen di oggi.

“Né il discorso della Presidente questa mattina né la Lettera d’Intenti hanno menzionato il benessere animale. Due occasioni, e silenzio su entrambe. Questo silenzio è profondamente deludente. Continueremo a chiedere che il Programma di Lavoro 2027 includa, senza ulteriori ritardi, la revisione della normativa UE sul benessere animale, con tempistiche e portata chiare: una transizione completa verso sistemi senza gabbie e la fine dell’uccisione sistematica dei pulcini maschi, senza esenzioni o rinvii che ne indeboliscano l’intervento,” ha dichiarato Anna Mulà, Responsabile Legislative Advocacy di Animal Equality.

Cinque anni di promesse infrante

Nel 2021, dopo che oltre 1,4 milioni di europei avevano firmato l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “End the Cage Age”, la Commissione si è impegnata a presentare una legislazione per eliminare gradualmente l’allevamento in gabbia in tutta l’UE. Quel momento era stato considerato storico, la prova che i cittadini potevano influenzare la politica europea e che l’Europa intendeva guidare il mondo sugli standard di benessere animale. La scadenza originaria fissata dalla Commissione per il 2023 è trascorsa senza che alcuna proposta venisse mai presentata. Oggi, tre anni dopo, la Commissione ha avuto un’altra occasione per rimediare a quel fallimento, e non l’ha colta.

Dopo anni di ritardi, promesse infrante e attese, la Livestock Strategy pubblicata a luglio aveva rappresentato il primo segnale concreto di una possibile apertura da parte della Commissione verso una revisione della normativa europea sul benessere animale. Oggi, la Presidente von der Leyen aveva l’occasione di confermare quell’impegno davanti al Parlamento Europeo, in modo ufficiale e vincolante, ma ha scelto di non farlo.

“Il nostro messaggio ha raggiunto Bruxelles, ha raggiunto la Germania, ha raggiunto i luoghi che contano di più per la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Migliaia di persone si sono mobilitate online per far sentire la propria voce, e sono state accolte dal silenzio. Non ci fermeremo, perché la Commissione non può continuare a nascondersi dietro documenti strategici e promesse vaghe, mentre milioni di animali continuano a vivere e a morire in condizioni che la scienza stessa definisce crudeli. Senza un piano chiaro e senza una revisione della normativa sul benessere animale, il silenzio di oggi non è una svista, ma una scelta politica, ed è la credibilità stessa della Commissione Europea a essere ora in gioco,” ha dichiarato Matteo Cupi, Vicepresidente di Animal Equality Europa.

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