Primo Summit europeo sui Molecular Tumor Board

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AgenPress. È la prima volta che l’Europa dell’oncologia si siede attorno a un solo tavolo per un Summit sui Molecular Tumor Board. Succede a Roma, il 24 e 25 settembre agli IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, che ospita questo primo appuntamento dedicato interamente a questi straordinari strumenti di medicina di precisione.

Apre i lavori Giovanni Blandino, Direttore Scientifico IRE. L’evento vede la partecipazione dei massimi esperti europei nel campo dell’oncologia di precisione e della bioinformatica tra cui Maud Kamal del centro francese Gustave Roussy, Enzo Medico dell’Istituto di Candiolo IRCCS, Lise-lott Eriksson del Karolinska Institute Patient Board.

Il Summit è organizzato da EUnetCCC – European Network of Comprehensive Cancer Centres.

Ma cosa sono, in pratica, i Molecular Tumor Board? Sono gruppi di medici, genetisti, biologi e ricercatori che si riuniscono per analizzare insieme il profilo molecolare di un singolo tumore, quali mutazioni lo guidano, quali punti deboli nasconde. Da questo confronto può nascere una strategia di cura su misura, pensata per quella persona e per nessun’altra. Il Molecular Tumor Board dell’Istituto Regina Elena (IRE) è già attivo da anni e ha maturato un’esperienza che lo colloca tra i punti di riferimento in Italia.

Il programma del summit riserva un momento che promette di far discutere più degli altri: come far pesare davvero la voce dei pazienti nelle decisioni del board, non solo come destinatari finali ma come parte del percorso. Una plenaria è dedicata proprio a questo, insieme ai nodi etici che la medicina di precisione porta con sé.

Due giorni di lavoro con l’obiettivo di trasformare le esperienze dei singoli centri in modelli replicabili in tutta Europa. Si parlerà anche di sostenibilità e accesso alle terapie: di come le evidenze prodotte dai board, i trattamenti che funzionano e le risposte dei pazienti possano supportare le decisioni sulla valutazione e sul rimborso delle cure. E si guarderà al quadro d’insieme, perché i dati di tanti MTB messi insieme possono far emergere risultati che un singolo studio clinico potrebbe non vedere.

È un tema che la politica sanitaria ha già iniziato a guardare da vicino, solo pochi mesi fa la Regione Lazio ha aperto un tavolo, insieme a clinici, associazioni di pazienti e Cittadinanzattiva, per costruire una rete regionale di MTB. Il Summit di settembre porta quella discussione su scala europea.

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