Iran, Teheran propone agli Usa un piano in sette giorni: tregua, riapertura di Hormuz e ritorno al negoziato sul nucleare

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AgenPress. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che Teheran ha sottoposto agli Stati Uniti, attraverso intermediari, un piano articolato su sette giorni per porre fine alle ostilità, riaprire lo Stretto di Hormuz e successivamente rilanciare i negoziati sul programma nucleare iraniano. La proposta è stata illustrata da Araghchi a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, secondo quanto riferito dal New York Times e ripreso da diverse testate internazionali.

Secondo il ministro, l’Iran sarebbe pronto ad avviare l’attuazione del piano qualora Washington desse il proprio assenso. Il punto centrale dell’iniziativa riguarda lo Stretto di Hormuz: in presenza delle condizioni richieste da Teheran, il passaggio marittimo verrebbe riaperto al termine del settimo giorno, mentre subito dopo riprenderebbero i colloqui sul dossier nucleare.

Araghchi ha spiegato che il nuovo piano ricalca sostanzialmente un memorandum d’intesa raggiunto tra Stati Uniti e Iran nel mese di giugno, ma con una tempistica molto più rapida. L’intesa precedente prevedeva un periodo più lungo per accompagnare il cessate il fuoco e affrontare progressivamente le questioni relative alle sanzioni e al programma nucleare.

La nuova proposta sembra quindi puntare a concentrare in una settimana una serie di passaggi destinati a creare le condizioni per un negoziato più ampio. Tra le richieste iraniane già emerse nei contatti diplomatici figurano la fine del blocco navale statunitense e lo sblocco dei beni iraniani congelati.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali elementi della crisi. Il corridoio marittimo collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e all’Oceano Indiano ed è fondamentale per il trasporto internazionale di petrolio e gas.

Nei giorni precedenti all’annuncio di Araghchi, un alto funzionario iraniano aveva già dichiarato a Reuters che Teheran era disposta a riaprire lo stretto entro sette giorni nel caso in cui gli Stati Uniti avessero ridotto la pressione militare e revocato il blocco dei porti iraniani. Secondo la stessa fonte, la proposta era stata trasmessa a Washington attraverso mediatori il 16 settembre.

L’iniziativa diplomatica si inserisce dunque in un confronto nel quale Hormuz è diventato uno dei principali punti negoziali tra Washington e Teheran. La riapertura del passaggio marittimo viene collegata dall’Iran a precise concessioni statunitensi, mentre gli Stati Uniti chiedono un accordo più ampio sulle questioni di sicurezza e sul programma nucleare.

La seconda fase del piano riguarderebbe il ritorno a negoziati approfonditi sul programma nucleare iraniano. Araghchi ha ribadito che Teheran è interessata a una soluzione diplomatica, mentre il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran sarebbe disposto ad accettare forme di verifica internazionale e ha respinto l’idea che il Paese persegua la costruzione di armi nucleari.

Resta tuttavia da verificare quali sarebbero concretamente le condizioni di un nuovo accordo e soprattutto se Washington sia disposta ad accettare la sequenza proposta da Teheran.

L’annuncio di Araghchi arriva mentre a New York sono in corso contatti indiretti tra le due parti con il coinvolgimento di mediatori regionali. Già nei giorni scorsi funzionari iraniani avevano indicato l’Assemblea generale dell’Onu come un’occasione per riaprire il canale diplomatico con Washington.

Araghchi ha inoltre affermato che sarebbe preferibile raggiungere un accordo prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. La scadenza elettorale americana introduce così un ulteriore elemento temporale nei calcoli diplomatici delle due parti.

Per il momento, tuttavia, la proposta iraniana resta un’offerta negoziale: non risulta che Washington abbia accettato formalmente il piano. Il passaggio decisivo sarà quindi la risposta americana alle condizioni poste da Teheran e la possibilità di trasformare i contatti indiretti in un nuovo negoziato strutturato.

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