Il provvedimento atteso oggi in Consiglio dei ministri introduce nuove regole sull’integrazione degli studenti stranieri e sul divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto. Previsti anche corsi di italiano per alcune famiglie. Il testo è ancora una bozza e potrebbe essere modificato.
AgenPress. È atteso oggi, 24 settembre, in Consiglio dei ministri il decreto legge sulla scuola messo a punto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il provvedimento, nelle intenzioni del governo, dovrebbe accompagnare l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 e intervenire, tra gli altri aspetti, sull’integrazione degli studenti stranieri, sulla formazione linguistica e sulle modalità di partecipazione alle attività scolastiche.
Tra le misure più discusse della bozza ci sono il limite del 30% per gli studenti che non conoscono adeguatamente la lingua italiana nelle classi interessate e il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto completamente coperto, salvo specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza.
La formulazione contenuta nella bozza stabilisce che, salvo eccezioni legate a esigenze sanitarie o di sicurezza, non sarà possibile partecipare alle attività curriculari ed extracurriculari delle istituzioni scolastiche con il volto coperto o attraverso modalità che impediscano il riconoscimento della persona.
Il divieto riguarda anche le attività previste nell’ambito dei rapporti tra scuola e famiglia. La norma è stata presentata dal governo soprattutto in riferimento a burqa e niqab, gli indumenti che coprono integralmente il volto, e non al semplice hijab, che lascia scoperto il viso.
La bozza prevede inoltre sanzioni amministrative fino a 1.000 euro. Nel caso in cui la violazione sia commessa da un minorenne, la disciplina prevede una sanzione nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale, secondo quanto stabilito dal testo in discussione.
Il contenuto della norma dovrà essere valutato anche alla luce del quadro giuridico esistente. In particolare, è già stato ricordato il precedente del Consiglio di Stato del 2008, relativo al velo integrale e alle norme sul divieto di mascheramento: la nuova disciplina dovrà quindi essere coordinata con la normativa vigente e con la giurisprudenza.
L’altra misura destinata a incidere sull’organizzazione delle classi riguarda la presenza di studenti stranieri.
La soglia indicata nella bozza è del 30%, ma il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha precisato che il criterio dovrebbe essere principalmente linguistico: non verrebbe quindi considerata automaticamente la cittadinanza straniera, ma la conoscenza della lingua italiana. La misura potrebbe riguardare anche studenti comunitari che non possiedano un’adeguata conoscenza dell’italiano.
Sono previste esclusioni per gli studenti che abbiano già frequentato determinati percorsi scolastici in Italia e, secondo quanto riferito dal ministro, per chi ha frequentato la scuola dell’infanzia per un periodo sufficiente. L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è evitare concentrazioni di alunni con difficoltà linguistiche che, secondo il governo, potrebbero rendere più complesso il percorso didattico della classe.
La norma dovrebbe applicarsi innanzitutto ai nuovi arrivi, senza procedere a una redistribuzione generalizzata degli studenti già inseriti nelle classi. Dove il limite non potrà essere rispettato per ragioni organizzative o territoriali, sono previste deroghe e interventi di potenziamento dell’insegnamento dell’italiano.
Il decreto interviene anche sul versante della formazione linguistica delle famiglie. La bozza prevede percorsi gratuiti di alfabetizzazione e apprendimento dell’italiano destinati ai genitori stranieri nei casi in cui persistenti difficoltà linguistiche ostacolino l’integrazione scolastica e il percorso educativo dei figli.
Per gli studenti con particolari difficoltà di apprendimento o di comportamento, il progetto prevede inoltre percorsi linguistici rivolti ai genitori. Il governo ha indicato uno stanziamento di oltre 14 milioni di euro per interventi personalizzati di insegnamento della lingua italiana.
La misura sul tetto agli studenti stranieri si inserisce in un confronto più ampio sul diritto all’istruzione. Nel dibattito delle ultime ore è stato richiamato l’articolo 34 della Costituzione, secondo cui la scuola è aperta a tutti.
Le interlocuzioni tra governo e Quirinale hanno riguardato anche la formulazione concreta delle nuove regole, con l’esigenza di evitare che il limite produca esclusioni dall’accesso scolastico. La versione definitiva del decreto sarà quindi decisiva per stabilire criteri, deroghe e modalità di applicazione.
Il decreto dovrebbe dunque intervenire su più fronti: organizzazione delle classi, integrazione linguistica, formazione delle famiglie e regole sull’abbigliamento che impedisce il riconoscimento del volto.
Per ora, tuttavia, si tratta della bozza del provvedimento destinata all’esame del Consiglio dei ministri. Il testo potrà essere modificato durante l’iter governativo e, trattandosi di un decreto-legge, dovrà successivamente essere esaminato dal Parlamento per la conversione.
Il punto centrale delle nuove disposizioni sarà quindi verificare come le norme verranno tradotte nella pratica: quali studenti saranno effettivamente conteggiati ai fini del 30%, quali saranno le deroghe e come verrà applicato il divieto di volto coperto all’interno delle scuole.
