AgenPress. E’ un mistero sul perché la presidente del consiglio abbia imboccato percorsi dissestati, che indeboliscono le istituzioni e aumentano la già alta confusione. L’accusa a caldo rivolta alla GIP, che non ha accolto la richiesta della misura cautelare in carcere avanzata dalla procura per Youssef Siher, accusato di essere stato l’istigatore degli incidenti delle manifestazioni di Milano, è pericolosa.
Per chi guida il governo la prudenza è l’arredo per evitare strafalcioni istituzionali dagli effetti imprevedibili. Il senso delle istituzioni e la responsabilità debbono prevalere per evitare tracimazioni di giudizi affrettati.
Il dire che un provvedimento è vergognoso, con un termine così pesante, schiude ipotesi a pregiudizi gravi. Se la presidente del consiglio ha degli elementi, ha il dovere, attraverso il ministro guardasigilli, di avviare un procedimento disciplinare nei confronti della GIP.
Invocare continuamente la vergogna è divenuto un luogo comune per gli addetti ai lavori, non per una moltitudine di giovani e non, quando vi è uno scontro tra il potere esecutivo e l’ordinamento giudiziario: accresce la sfiducia.
Si è parlato solo del presunto istigatore mentre i problemi del paese, la precarietà della situazione di molte famiglie avrebbero dovuto avere delle considerazioni puntuali. Oltre un milione di giovani, lavoratori, famiglie intere hanno riempito le piazze non perché istigati ma disperati.
I delinquenti che hanno creato disordini e provocato gravissimi danni al patrimonio pubblico e privato, vanno perseguiti senza sconti.
Alle forze dell’ordine va la solidarietà e l’ apprezzamento. Non è chiaro l’apporto dei servizi segreti, segreti in tutto per quello che fanno …e per quanto costano.
Sono stati gruppi di qualche centinaio di giovani organizzati che hanno messo in atto azioni dirompenti che potevano essere individuati e bloccati, se ci fossero state informazioni tempestive.
Si è fermato Siher e tutto…. era a posto. No, bisogna indagare su vasta scala per assicurare i responsabili alla giustizia. E’ fondamentale aggredire e risolvere problemi di vita che ci sono per moltissimi.
Infine non si è capito perché la Meloni voleva l’ex procuratore Di Pietro al CSM. Di Pietro è stato uno dei protagonisti di pagina buie della nostra repubblica. Se il termine vergogna avesse la forza espressiva di un tempo, ci sarebbe di chi vergognarsi.. con la vicenda del torturatore, criminale libico Almastri, liberato e ricondotto in Patria con tutti gli onori; su tale vicenda poi, il comportamento del Ministro Guardasigilli è un manuale di “stralcio” del diritto e della logica.
La recente proposta per Di Pietro è incomprensibile e per alcuni versi un insulto e una provocazione. I giudizi, i comportamenti, le disattenzioni verso i problemi reali sono detonatori pericolosi. Ritorni la politica, ritorni il senso dello Stato, ritorni la responsabilità.
Si eliminino le ….voragini provocate da improvvisatori della cosiddetta seconda repubblica… esperti guastatori.
Mario Tassone (ex deputato della Repubblica Italiana – già vice Ministro)
