Attacchi hacker ai supermercati, Palazzo Chigi rassicura: “Impatto limitato, colpiti sistemi obsoleti”

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La riunione a Palazzo Chigi con l’intelligence e l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale fa il punto sulle intrusioni informatiche nella grande distribuzione. Al momento gli episodi accertati in Italia sono due, in Sicilia e in Emilia-Romagna. La Polizia postale indaga per individuare i responsabili e verificare eventuali collegamenti con gli attacchi in Europa


AgenPress. Gli attacchi informatici ai supermercati italiani hanno avuto un impatto limitato e hanno interessato sistemi tecnologici obsoleti. È quanto emerge dal vertice convocato a Palazzo Chigi per fare il punto sulle intrusioni che nelle ultime ore hanno colpito alcuni impianti di refrigerazione della grande distribuzione e della filiera alimentare.

La riunione, coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, ha coinvolto i vertici dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale (ACN) e delle agenzie di intelligence. Al centro dell’incontro, la valutazione della portata degli attacchi, le possibili vulnerabilità dei sistemi informatici e le misure necessarie per evitare nuovi episodi.

Secondo le prime informazioni, in Italia gli episodi individuati sono due, verificatisi in Sicilia e in Emilia-Romagna. Le autorità stanno comunque proseguendo le verifiche per ricostruire l’intera portata delle violazioni e accertare eventuali ulteriori casi.

Gli attacchi hanno riguardato in particolare i sistemi informatici che gestiscono a distanza la temperatura dei banchi frigoriferi e dei congelatori. Attraverso l’accesso ai dispositivi di controllo, gli hacker sarebbero riusciti a modificare alcuni parametri, provocando un aumento anomalo delle temperature e compromettendo la conservazione degli alimenti.

In Sicilia sono stati segnalati episodi in alcuni supermercati a marchio Coop, con almeno tre punti vendita interessati a Catania e uno a Palermo. A confermare l’accaduto era stato Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce i punti vendita coinvolti.

In Emilia-Romagna è stato invece rilevato un attacco ai danni di un’azienda attiva nella produzione di alimenti surgelati. L’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale ha intensificato il monitoraggio e sta seguendo le verifiche insieme alle strutture competenti.

Sul caso sono al lavoro gli investigatori della Polizia postale, impegnati a individuare la provenienza delle intrusioni, le modalità utilizzate dagli hacker e gli eventuali responsabili.

Particolare attenzione è rivolta alla possibilità che gli episodi italiani siano collegati alla serie di attacchi che ha interessato diversi Paesi europei, tra cui Belgio, Svezia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Estonia e Irlanda.

I rappresentanti del governo hanno sottolineato che, sulla base delle verifiche effettuate, le conseguenze degli attacchi in Italia sarebbero state circoscritte. A essere vulnerabili sarebbero soprattutto apparecchiature datate, non più adeguatamente aggiornate o dotate di sistemi di protezione insufficienti.

Quello italiano è soltanto uno dei fronti di un’ondata di attacchi che sta interessando diversi Paesi europei. In Belgio, Svezia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Estonia e Irlanda sono stati segnalati malfunzionamenti dei sistemi di refrigerazione, con temperature dei congelatori arrivate in alcuni casi fino a 50 gradi.

Il meccanismo utilizzato dagli hacker sarebbe quello dell’accesso remoto ai sistemi di telecontrollo degli impianti, attraverso il quale vengono modificati i parametri di funzionamento e attivata la modalità di sbrinamento. Il risultato è il progressivo aumento delle temperature, con il rischio di compromettere tonnellate di prodotti alimentari.

L’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale ha già diffuso una serie di raccomandazioni rivolte agli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della refrigerazione industriale. Tra queste, la verifica dei sistemi esposti su Internet, il rafforzamento degli accessi attraverso autenticazione a più fattori e la sostituzione dei dispositivi che non ricevono più aggiornamenti di sicurezza.

La Polizia postale prosegue intanto le indagini per individuare gli autori delle intrusioni e verificare se esista una regia comune dietro gli attacchi registrati in Italia e nel resto d’Europa. Per il momento non risultano rivendicazioni. Resta quindi da chiarire chi abbia organizzato le operazioni e quale fosse il loro obiettivo: un’azione di sabotaggio informatico oppure un tentativo più ampio di colpire un settore strategico come quello della distribuzione alimentare. La priorità del governo è impedire che episodi simili possano ripetersi, mettendo a rischio non soltanto le attività commerciali, ma anche la sicurezza della catena di approvvigionamento alimentare.
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