USA. Elezioni di metà mandato. Trump: “Votate e non consentite ai comunisti e ai jihadisti di vincere”

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Il presidente americano alza i toni alla vigilia delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Nel suo messaggio agli elettori attacca duramente i democratici, evocando lo spettro del comunismo e del jihadismo. Per Trump si tratta di una delle sfide elettorali più importanti della sua presidenza.


AgenPress. «Votate e non consentite ai comunisti e ai jihadisti di vincere». È l’ultimo, durissimo appello lanciato da Donald Trump agli americani in vista delle elezioni di metà mandato, in programma martedì 3 novembre. Il presidente degli Stati Uniti sceglie ancora una volta una retorica dai toni fortemente divisivi, trasformando la competizione elettorale in una battaglia per il futuro del Paese.

Il messaggio è rivolto soprattutto alla base repubblicana e all’elettorato Maga, che Trump cerca di mobilitare fino all’ultimo momento. «Impedire ai comunisti che odiano l’America e agli jihadisti di prendere il controllo degli Stati Uniti», ha dichiarato durante il comizio in Kansas, presentando il voto come una scelta tra la difesa dell’identità americana e una presunta minaccia rappresentata dagli avversari democratici.

«Questo è il mio trentesimo comizio e chiudo in bellezza», ha aggiunto il presidente, rivendicando l’impegno profuso nella campagna elettorale. «L’ho fatto per un solo motivo: impedire ai comunisti che odiano l’America e agli jihadisti di prendere il controllo degli Stati Uniti».

Alla vigilia del voto, Trump ha scelto anche il suggestivo scenario del Lincoln Memorial a Washington per il suo intervento conclusivo, con alle spalle la Reflecting Pool, la grande vasca che si estende davanti al monumento e che è stata recentemente oggetto di un controverso intervento di ristrutturazione voluto dalla sua amministrazione.

Una scelta dal forte valore simbolico. Il presidente ha più volte rivendicato i lavori come uno dei risultati della sua azione a Washington, presentandoli come la dimostrazione della propria capacità di trasformare e migliorare la capitale americana.

La ristrutturazione, tuttavia, è stata accompagnata da polemiche per i ritardi, i costi lievitati e i problemi tecnici emersi durante i lavori. Trump ha comunque deciso di utilizzare proprio quel luogo come sfondo del suo ultimo intervento politico prima delle elezioni.

Dietro i toni aggressivi della campagna c’è una preoccupazione politica concreta: il rischio che i repubblicani perdano il controllo del Congresso.

Le elezioni di metà mandato rappresentano infatti un passaggio fondamentale per gli equilibri istituzionali americani. In palio ci sono tutti i seggi della Camera dei rappresentanti e una parte consistente di quelli del Senato.

Una vittoria democratica potrebbe complicare sensibilmente la seconda parte del mandato presidenziale di Trump, aprendo la strada a nuove indagini parlamentari e a uno scontro ancora più acceso tra Casa Bianca e opposizione.

Il presidente ha già fatto sapere che, in caso di conquista della maggioranza da parte dei democratici, potrebbe assumere una linea di durissimo contrasto, arrivando a definirsi un «Mr. Veto» e costringendo gli avversari a cercare accordi con la sua amministrazione.

Nel corso degli ultimi comizi Trump ha alternato gli attacchi ai democratici alle promesse economiche. Tra queste, anche quella di un possibile pagamento di 5.000 dollari agli americani adulti qualora i repubblicani riuscissero a mantenere il controllo del Congresso.

Non sono mancati gli avvertimenti sulle conseguenze di una vittoria democratica. Il presidente ha evocato persino il rischio di una nuova depressione economica paragonabile a quella del 1929, cercando di convincere gli elettori che un cambio degli equilibri parlamentari potrebbe mettere a rischio la stabilità economica del Paese.

La strategia è chiara: trasformare le midterm in un referendum sul suo operato, chiedendo agli americani di sostenere il Partito repubblicano per consentirgli di proseguire il programma politico.

La campagna elettorale si chiude dunque con un clima di forte tensione. Trump punta sulla mobilitazione del suo elettorato e su un messaggio identitario, nel quale il contrasto ai democratici viene presentato come una battaglia per la sicurezza, i valori e il futuro degli Stati Uniti.

Ma il vero giudizio arriverà dalle urne. Il 3 novembre gli americani saranno chiamati a decidere gli equilibri del Congresso e, indirettamente, la capacità di Trump di governare senza ostacoli nella seconda metà del suo mandato.

Per il presidente è una partita cruciale. Per i democratici, l’occasione di riconquistare il potere parlamentare e mettere un freno alla Casa Bianca. Una sfida che potrebbe cambiare profondamente il panorama politico americano.

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