Condono edilizio 2003, Simoncini: “Prima di riaprire i termini, occorre evadere le oltre 4 milioni di pratiche ancora pendenti”

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AgenPress. “La proposta di riaprire il condono edilizio del 2003, attraverso un emendamento alla Legge di Bilancio 2027, riporta al centro del dibattito una questione che non può essere ignorata: le migliaia di cittadini che attendono ancora una risposta su domande di sanatoria presentate decenni fa.”

Lo dichiara il Prof. Sandro Simoncini, docente di urbanista e legislazione ambientale presso l’università UNINETTUNO e direttore scientifico del Centro Nazionale di Ricerca Sogeea.

Infatti il Secondo Rapporto sul condono edilizio in Italia, realizzato dal Centro Studi Sogeeae presentato in Senato, sono ancora 4.263.897 le richieste di sanatoria da evadere, su un totale di oltre 15 milioni di istanze presentate. Di queste, circa 2,84 milioni riguardano il condono del 1985, 810 mila quello del 1994 e oltre 610 mila quello del 2003.

Numeri che evidenziano una criticità strutturale: “prima di introdurre un nuovo condono, sarebbe necessario completare l’iter delle pratiche ancora pendenti, mettendo i Comuni nelle condizioni di smaltire gli arretrati attraverso procedure più snelle, risorse adeguate e tempi certi.

Non si può pensare di aprire una nuova stagione di sanatoria senza aver prima dato risposte a chi aspetta da anni, in alcuni casi da oltre trent’anni, la definizione di una pratica regolarmente presentata.

La priorità deve essere chiudere ciò che è ancora aperto, prima di aprire nuove procedure. Prima le risposte ai cittadini in attesa, poi eventualmente un nuovo condono.

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