AgenPress. Un messaggio politico tutt’altro che velato, esibito proprio davanti alle telecamere e ai giornalisti nello Studio Ovale. Donald Trump ha scelto un dettaglio destinato a far discutere per accompagnare la firma di un provvedimento sulla tutela degli arredi e degli ambienti storici della presidenza americana: un vistoso cappellino da baseball rosso, con la scritta bianca «Veto» in caratteri cubitali, sistemato in bella vista sulla Resolute Desk, la storica scrivania presidenziale.
Il copricapo, di dimensioni più grandi del normale, era già apparso in una fotografia pubblicata dal presidente sul social Truth nella notte delle elezioni di metà mandato, ma è stato durante la cerimonia di giovedì 5 novembre che ha attirato l’attenzione della stampa internazionale.
La scelta del messaggio non sembra casuale. Il termine «Veto» richiama infatti il potere presidenziale di respingere le leggi approvate dal Congresso e assume un significato particolare alla luce del nuovo scenario politico americano. Le elezioni di metà mandato hanno infatti segnato una pesante battuta d’arresto per i repubblicani, con i democratici pronti ad assumere il controllo del Congresso a partire da gennaio. Una nuova maggioranza che potrebbe rendere più complicato il percorso legislativo dell’amministrazione Trump e aumentare il confronto tra la Casa Bianca e il Parlamento.
Il cappellino rosso sembra così trasformarsi in un avvertimento politico nei confronti dei futuri interlocutori democratici: il presidente intende ricordare di avere ancora a disposizione uno strumento costituzionale importante per contrastare eventuali provvedimenti sgraditi. Il messaggio è arrivato durante la firma della proclamazione con cui Trump ha annunciato l’intenzione di proteggere lo Studio Ovale e la Cabinet Room, designandoli monumenti nazionali per impedirne modifiche sostanziali da parte dei futuri presidenti.
«Non sarà permesso a nessuno di toccarli, distruggerli o abbatterli», ha dichiarato il presidente, illustrando la propria iniziativa. Tuttavia, il provvedimento non impedisce completamente ai suoi successori di modificare gli arredi o intervenire sugli ambienti: il testo lascia infatti al presidente la possibilità di scegliere i mobili e ridecorare gli spazi, purché non vengano compromessi in modo sostanziale il loro carattere storico e architettonico.
Trump ha anche sostenuto che eventuali trasformazioni radicali dovrebbero passare dal Congresso, citando come esempio l’ipotesi di trasformare lo Studio Ovale in un ufficio quadrato. La proclamazione arriva in una fase delicata per la presidenza, dopo la sconfitta elettorale repubblicana e mentre diverse iniziative edilizie promosse da Trump a Washington sono finite al centro di polemiche e controversie giudiziarie.
In questo contesto, il cappellino “Veto” sulla Resolute Desk assume un valore che va oltre il semplice dettaglio scenografico: è un segnale rivolto a un Congresso che si prepara a cambiare maggioranza e con il quale il presidente dovrà necessariamente confrontarsi nei prossimi mesi.
