Trump minaccia un nuovo attacco all’Iran: “Siamo armati fino ai denti. Potrei essere costretto a distruggere il resto del Paese”

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AgenPress. Donald Trump alza nuovamente il livello dello scontro con Teheran e non esclude una nuova offensiva militare contro l’Iran. Il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un avvertimento diretto durante un incontro con i giornalisti nello Studio Ovale, assicurando che le forze armate americane dispongono delle risorse necessarie per proseguire le operazioni militari e, se necessario, portare a termine la guerra.

«Gli Stati Uniti sono armati fino ai denti», ha dichiarato Trump, sottolineando che il Paese è pronto ad affrontare qualsiasi ulteriore sviluppo del conflitto. Il presidente ha poi rivendicato la capacità produttiva dell’industria militare americana: «In questo momento stiamo costruendo più armi per le nostre forze armate di quante ne abbiamo mai costruite prima e siamo pronti e perfettamente equipaggiati».

Un messaggio accompagnato da una minaccia ancora più esplicita nei confronti di Teheran. Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla possibilità di una nuova offensiva, Trump ha infatti lasciato intendere che Washington potrebbe tornare a colpire duramente il territorio iraniano, qualora lo ritenesse necessario. «Se dovessimo portare a termine il resto dell’operazione in Iran, siamo assolutamente pronti e armati fino ai denti», ha insistito.

Il passaggio più preoccupante è arrivato quando il presidente ha parlato delle possibili conseguenze di un’ulteriore escalation militare. «Penso che ci vorranno 25 anni per ricostruire il Paese», ha affermato, riferendosi ai danni che il conflitto avrebbe già provocato alle infrastrutture iraniane. Trump ha quindi aggiunto di preferire, se possibile, di non arrivare alla distruzione di ciò che resta del Paese, ma ha lasciato aperta la possibilità di un nuovo intervento devastante: «Preferirei non distruggere il resto del Paese, se possibile, ma forse sarò costretto a farlo. Lo saprete molto presto».

Parole che rappresentano una nuova escalation nella comunicazione della Casa Bianca e che lasciano aperti interrogativi sulle prossime mosse americane. Il presidente non ha infatti annunciato ufficialmente una nuova operazione militare, né ha indicato tempi e obiettivi di eventuali ulteriori attacchi, ma ha voluto ribadire che tutte le opzioni restano sul tavolo.

Al centro della strategia americana rimane la pressione sull’Iran, mentre le dichiarazioni di Trump sembrano puntare a rafforzare il messaggio secondo cui Washington dispone della capacità militare e industriale per sostenere un conflitto ancora più lungo. L’ipotesi di nuovi bombardamenti, tuttavia, solleva inevitabilmente preoccupazioni per le conseguenze sulla popolazione civile e per la stabilità dell’intero Medio Oriente.

La ricostruzione di un Paese colpito da una nuova offensiva potrebbe richiedere anni, con conseguenze economiche, umanitarie e infrastrutturali difficili da quantificare. Per il momento, dalla Casa Bianca non è arrivata una decisione definitiva su un nuovo attacco. Ma il messaggio di Trump è inequivocabile: gli Stati Uniti si dichiarano pronti a proseguire le operazioni e il presidente non esclude di ordinare ulteriori azioni militari contro l’Iran. Le prossime ore potrebbero quindi rivelarsi decisive per capire se alle minacce seguiranno nuove iniziative sul campo oppure se le parole del presidente rientrano in una strategia di pressione nei confronti di Teheran.

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