Il presidente americano annuncia nuovi contatti diplomatici e incontri nei prossimi giorni: «Per la prima volta vogliono raggiungere un accordo». In programma il 10 e 11 novembre colloqui trilaterali ad Abu Dhabi tra Stati Uniti, Russia e Ucraina. Restano però profonde divergenze sulle condizioni per arrivare alla pace
AgenPress. Donald Trump torna a mostrarsi ottimista sulla possibilità di mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che i negoziati stanno registrando «molti progressi» e che entrambe le parti sarebbero finalmente intenzionate a raggiungere un’intesa per porre fine al conflitto.
«Stiamo facendo molti progressi con la Russia e l’Ucraina», ha affermato Trump, spiegando di aver avuto diversi contatti telefonici e di avere in programma ulteriori incontri nei prossimi giorni, in particolare lunedì e martedì.
Il presidente americano ha poi sottolineato la presunta disponibilità di Mosca e Kiev a trovare una soluzione diplomatica: «Per la prima volta vogliono raggiungere un accordo. Sarà un accordo molto grande, coinvolgerà l’Europa». Parole che riaccendono le speranze di una possibile svolta diplomatica dopo mesi di guerra e tentativi di mediazione internazionale.
Le dichiarazioni di Trump arrivano dopo una serie di contatti tra rappresentanti americani, russi e ucraini. Giovedì 5 novembre il presidente statunitense ha incontrato privatamente Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, alla Casa Bianca. Il colloquio si inserisce nel quadro degli sforzi diplomatici dell’amministrazione americana per riavviare i negoziati e individuare una soluzione condivisa.
Un appuntamento importante è già previsto per il 10 e 11 novembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove sono attesi colloqui trilaterali tra delegazioni di Stati Uniti, Russia e Ucraina. A guidare la delegazione americana dovrebbero essere l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner. Sul tavolo ci saranno le garanzie di sicurezza per Kiev, la riduzione delle ostilità, le questioni umanitarie e le condizioni per arrivare alla fine della guerra.
Uno degli aspetti più rilevanti delle parole di Trump riguarda il coinvolgimento europeo. Il presidente americano ha infatti lasciato intendere che l’eventuale intesa non riguarderà soltanto Mosca e Kiev, ma avrà conseguenze più ampie sull’assetto della sicurezza internazionale. Il coinvolgimento dell’Europa appare fondamentale soprattutto per quanto riguarda le garanzie di sicurezza da offrire all’Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco o accordo di pace.
I rappresentanti americani hanno già avviato consultazioni con esponenti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione europea e Nato. L’obiettivo è definire un quadro di sicurezza che possa impedire una nuova escalation e sostenere la ricostruzione del Paese.
Nonostante l’ottimismo manifestato dalla Casa Bianca, il percorso verso un accordo rimane complicato. Le posizioni di Russia e Ucraina continuano a essere distanti soprattutto sulle questioni territoriali e sulle garanzie militari. Mosca insiste sulle proprie richieste riguardanti i territori ucraini occupati e rivendicati dalla Russia, mentre Kiev continua a chiedere garanzie concrete contro eventuali nuove aggressioni.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la necessità di ottenere impegni di sicurezza chiari e formalizzati da parte degli alleati occidentali. L’Ucraina teme infatti che un accordo privo di garanzie efficaci possa soltanto rinviare un nuovo conflitto. Anche sul fronte militare la situazione resta difficile: gli attacchi russi continuano e non è ancora stato raggiunto un accordo generale sul cessate il fuoco.
La nuova iniziativa diplomatica americana rappresenta un tentativo di imprimere un’accelerazione ai negoziati prima dell’arrivo dell’inverno, quando le condizioni sul terreno e le esigenze energetiche potrebbero rendere ancora più difficile la situazione per la popolazione ucraina. Trump punta a presentare un’intesa di ampia portata, capace di coinvolgere non soltanto i due Paesi in guerra, ma anche gli alleati europei e le principali potenze interessate alla sicurezza del continente.
Per il momento, tuttavia, non esiste ancora un accordo ufficiale e le dichiarazioni del presidente americano non sono state accompagnate dalla pubblicazione di un piano definitivo condiviso dalle parti. I prossimi colloqui di Abu Dhabi saranno quindi un banco di prova decisivo per capire se l’ottimismo di Washington potrà trasformarsi in un concreto passo avanti verso la fine della guerra.
