Il primo Papa statunitense della storia conferma di aver votato per corrispondenza alle elezioni di midterm negli Stati Uniti. La dichiarazione è arrivata durante il volo da Roma a Montevideo, in Uruguay. «Sono fiero di essere americano e di esercitare questo diritto», ha detto ai giornalisti, precisando di non voler commentare i risultati elettorali
AgenPress. Papa Leone XIV rivendica con serenità il proprio diritto di voto e non rinnega la scelta di aver partecipato alle elezioni di midterm negli Stati Uniti. «Sono fiero di essere americano e sono fiero di avere esercitato un diritto», ha dichiarato il Pontefice rispondendo alle domande dei giornalisti a bordo dell’aereo papale che lo ha portato da Roma a Montevideo, prima tappa del suo viaggio apostolico in Sud America.
Una presa di posizione significativa, perché Leone XIV è il primo Pontefice della storia ad aver partecipato a un’elezione statunitense durante il proprio pontificato. Nato a Chicago con il nome di Robert Francis Prevost, il Papa ha votato attraverso una scheda elettorale inviata per posta nel suo Stato d’origine.
Rispondendo alle domande dei cronisti sulla sua decisione, Leone XIV ha ribadito di essere orgoglioso di aver esercitato il proprio diritto di cittadino americano. Il Vaticano aveva già confermato, attraverso una dichiarazione del 30 ottobre, che il Pontefice aveva partecipato al voto per corrispondenza. La Santa Sede aveva inoltre richiamato la convinzione del Papa secondo cui la partecipazione ai processi democratici rappresenta non soltanto un diritto, ma anche un dovere dei cittadini.
Leone XIV ha tuttavia evitato di entrare nel merito dei risultati elettorali e delle conseguenze politiche del voto americano. Interpellato sulle vittorie dei Democratici, ha preferito non esprimere valutazioni, mantenendo una posizione di prudenza rispetto alla competizione tra i partiti.
La partecipazione alle elezioni rappresenta un episodio inedito nella storia recente della Chiesa cattolica. Il Pontefice, pur mantenendo la propria identità di cittadino statunitense, ha sempre cercato di distinguere il ruolo religioso e universale del successore di Pietro dalle appartenenze politiche nazionali.
Leone XIV possiede anche la cittadinanza peruviana, acquisita dopo aver trascorso oltre vent’anni come missionario e sacerdote nel Paese sudamericano. Ha spiegato che non ha potuto votare nelle recenti elezioni in Perù perché non era disponibile la possibilità di partecipare a distanza. «Lo avrei fatto», ha aggiunto, definendo positiva la partecipazione elettorale.
Le dichiarazioni sul voto sono arrivate durante il volo che ha portato il Pontefice in Uruguay, all’inizio di un viaggio apostolico di dodici giorni che comprende anche Argentina e Perù. La trasferta assume un significato particolare perché arriva poche settimane dopo l’intervento chirurgico al quale Leone XIV si è sottoposto al Policlinico Gemelli di Roma per la rimozione di una parte del polmone destro, interessata da un tumore localizzato.
Ai giornalisti il Papa ha raccontato di non aver mai dubitato della possibilità di effettuare il viaggio, ringraziando Dio, i medici e il personale sanitario per le cure ricevute. Ha inoltre lanciato un messaggio alle persone che affrontano una diagnosi oncologica: «Non abbiate paura», sottolineando l’importanza della diagnosi precoce e dei controlli regolari.
Tra i temi affrontati durante il colloquio con i giornalisti anche il significato che la malattia ha assunto nella sua esperienza personale. Leone XIV ha spiegato che questa vicenda ha rafforzato il suo impegno a restare vicino alle persone che soffrono. Ha quindi richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire a tutti l’accesso alle cure sanitarie.
Il viaggio in Sud America sarà un’occasione per incontrare comunità, istituzioni e fedeli di tre Paesi profondamente legati alla storia personale e pastorale del Pontefice.
