Evaso dopo la laurea, Andrea Cavallari catturato a Barcellona

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AgenPress. Il 26enne Andrea Cavallari, condannato a 11 anni e 10 mesi per la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo – avvenuta nel dicembre 2018 e costata la vita a sei persone – era scomparso lo scorso 3 luglio. Uscito dal carcere della Dozza a Bologna con un permesso premio per discutere la tesi di laurea in Scienze Giuridiche presso l’Università di Bologna, Cavallari non è rientrato in prigione alla scadenza e si è dileguato.

Per due settimane è rimasto latitante, facendo perdere le proprie tracce a Bologna, Modena e Ferrara, fino ad arrivare all’estero – con indagini che avevano ipotizzato persino un trasferimento in Est Europa tramite una rete di complici, forse facilitato da un cellulare segreto ottenuto in carcere.

Nella mattinata del 17 luglio, la Polizia Nazionale spagnola, in collaborazione con la Polizia Penitenziaria italiana, ha arrestato Cavallari per le vie di Lloret de Mar (provincia di Girona), nei pressi di Barcellona. Era da giorni una figura ricercata con priorità massima.

Secondo le autorità italiane e spagnole, l’operazione conferma l’efficacia della cooperazione internazionale giudiziaria e della strategia investigativa condotta congiuntamente dalle procure di Bologna e Ancona, il Nucleo Investigativo della Polizia Penitenziaria, Eurojust e le forze spagnole.

La fuga dopo la laurea ha scatenato aspre critiche. Il garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna ha precisato che il permesso premio – concesso senza scorta, affidando la vigilanza ai familiari – non era un indebito privilegio, ma ha acceso un dibattito sulla sicurezza dei permessi e sui controlli.

Per la Procura di Bologna è stato aperto un fascicolo per favoreggiamento contro ignoti: si cerca di accertare l’esistenza di una rete di complici e modalità di comunicazione esterna attraverso strumenti illeciti all’interno del carcere.

Le famiglie delle vittime hanno espresso dolore e rabbia. Paolo Curi, marito di una delle persone rimaste uccise a Corinaldo, ha dichiarato:

“Questa fuga dimostra che queste persone non hanno nessuna voglia di cambiare”.

La sensazione condivisa è che quella di Cavallari, anziché essere una fuga d’impulso, sia stata una fuga pianificata da tempo – con pranzi e spostamenti apparentemente perfetti che hanno dissimulato il piano di fuga .

 

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