Si è tenuta, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione Stampa Parlamentare
AgenPress. Credo che chiaramente sia stato devastante per tutti e quindi mi unisco alle parole al Presidente Bartoli e mando ancora un abbraccio alle famiglie che sono state coinvolte. Penso anche che valga la pena di ringraziare il Ministro Tajani, l’Ambasciatore, il Console, le Forze dell’Ordine, la Protezione civile e tutti coloro che nelle ore immediatamente successive alla tragedia sono intervenute immediatamente, che ci hanno consentito almeno di non far mancare il supporto delle Istituzioni a queste famiglie.
Voglio ringraziare l’opposizione con la quale ho parlato, che mi ha chiamato per offrire la propria disponibilità, per avere notizie: insomma, c’è stato un atteggiamento per il quale voglio ringraziare tutti. Detto questo sarò abbastanza chiara.
Quello che è successo a Crans-Montana non è una disgrazia. Quello che è successo a Crans-Montana è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili. E le responsabilità devono essere individuate, devono essere perseguite.
Quando sono usciti i primi video di quella notte, io sono rimasta molto colpita dal fatto che alcuni di questi ragazzi rimanessero all’interno del locale mentre c’erano già le fiamme, e non capivo perché. Dopodiché, la cosa più intelligente l’ha detta una delle mamme delle vittime: la musica continuava ad andare e, chiaramente avendo dei ragazzi molto giovani una soglia del pericolo che forse è più bassa della nostra, questo non ha aiutato. E se ci pensate è dirimente. Perché non è stata fermata la musica? Perché non è stato detto a questi ragazzi di uscire? Perché il Comune non faceva i controlli? Perché? Troppi perché che hanno prodotto quello che noi abbiamo visto.
Dopodiché, leggo che esisterebbero dei video della responsabile di questo locale che è stata ripresa mentre scappava con la cassa e, se questo è vero, penso che bisogna essere implacabili. Quindi che cosa stiamo facendo noi?
L’Avvocatura Generale dello Stato su mandato della Presidenza del Consiglio nelle scorse ore si è messa in contatto con la Procuratrice Generale Elvetica per seguire le indagini. Sempre l’Avvocatura Generale dello Stato si è messa in contatto con la Procura di Roma che, come avete visto, ha aperto a sua volta un fascicolo.
Siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per far sì che queste famiglie possano avere giustizia. Questo per quello che riguarda il piano giudiziario della vicenda, ma le famiglie hanno la mia parola che non verranno lasciate da sole mentre chiedono giustizia di fronte a questa vicenda.
Dopodiché c’è un altro piano di questa questione che riguarda il tema della sicurezza dei locali. Ora, quando questo è accaduto io ho chiesto una relazione per capire se sarebbe stato possibile che una cosa del genere accadesse anche in Italia. In realtà le nostre norme sono norme più rigide di quelle che ci sono nel Cantone, però io penso che quando accadono queste cose ci si debba sempre chiedere che cosa si può imparare. E penso che anche dialogando, ripeto, con l’opposizione – a qualcuno l’ho già accennato -, noi dovremmo ragionare della possibilità di vietare nei locali al chiuso l’uso degli scintillii che vengono messi nelle bottiglie per festeggiare, perché è comunque un elemento che può essere di pericolosità.
E avendo noi degli imprenditori abilissimi, immagino che si possano trovare mille altri modi per festeggiare senza rischiare che in qualche maniera un locale possa andare a fuoco. Ho letto in una notizia che c’è stato un piccolo incendio in un locale – se non vado errata in Molise – qualche giorno fa anche in Italia e quindi forse questa è una riflessione che possiamo provare a fare insieme.
