Si è tenuta, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione Stampa Parlamentare
AgenPress. Io penso che quando si tolgono dei bambini ai loro genitori, si debba avere la certezza che quei bambini stanno meglio lontani dai loro genitori piuttosto che con i loro genitori.
Cioè penso che il caso degli affidi e dei bambini che vengono sottratti alle famiglie siano dei casi che dovrebbero essere nel nostro ordinamento molto estremi – casi di pericolo, casi di rischi per l’incolumità -, perché se la questione diventa morale, signori temo che abbiamo un problema.
Se la questione diventa ideologica, penso che abbiamo un problema. Se la questione diventa stabilire qual è il giusto contesto di educazione, qualcuno mi deve spiegare perché dei bambini non possono crescere in un bosco ma possono crescere in un campo rom, in una baraccopoli, possono essere mandati a fare a chiedere l’elemosina.
Che cosa ha fatto il nostro ordinamento? Il nostro ordinamento storicamente, di fronte a una famiglia in difficoltà, lavora per aiutare la famiglia in difficoltà, non per aggiungere anche il trauma della separazione di fronte alla difficoltà. E io credo che quello sia il modo giusto di procedere. Dopodiché, il nostro ordinamento lavora così, però questo fenomeno a mio avviso potrebbe essere un po’ sfuggito di mano. Nel senso che, intanto, questa è la ragione per la quale io ho chiesto a Nordio di mandare un’ispezione quando abbiamo avuto la notizia, ma ho anche chiesto al ministro Nordio di avere un quadro complessivo su quanti siano i casi di minori sottratti alle famiglie in Italia.
E’ che non esiste un monitoraggio immediato, costante – quanti sono attualmente i casi di minori? Quali sono le ragioni per cui sono stati allontanati dalle famiglie? Quanto durano questi allontanamenti? Come si risolvono questi allontanamenti? -, non esiste, non c’è.
Tant’è che noi abbiamo una proposta di legge, di iniziativa del Governo, che sta in Parlamento e che istituisce fondamentalmente due registri su questo tema, uno presso ogni tribunale e uno presso la Presidenza del Consiglio, perché noi si possa avere un quadro complessivo di quanti sono questi casi e di come sta andando nel nostro ordinamento anche per decidere se sia il caso di intervenire su un piano legislativo.
Però credo che sia arrivato il momento, su questa questione, di studiarla un po’ più a fondo. Il Governo ha messo in campo gli strumenti che sono propedeutici a farlo con il monitoraggio, ma non escludo che su questo possa essere in futuro necessario un intervento di natura legislativa.
