AgenPress. La Corte d’Appello di Milano ha assolto Comi dall’accusa di corruzione e da un episodio di truffa per cui era stata condannata in primo grado, determinando quindi una forte riduzione della pena. In primo grado, infatti, Comi era stata condannata a 4 anni e 2 mesi di reclusione nel 2023. In appello, i giudici hanno stabilito che “il fatto non sussiste” per l’accusa di corruzione, lasciando una sola condanna a 1 anno di reclusione, con pena sospesa e una multa di 500 euro, per un diverso episodio di truffa ai danni del bilancio dell’Unione Europea.
La Corte, nel rideterminare la pena, ha tenuto conto delle attenuanti – in particolare il risarcimento dei danni – considerate equivalenti alle aggravanti, e ha quindi escluso la responsabilità penale per il reato di corruzione.
Al momento della lettura del dispositivo, Comi è scoppiata in lacrime in aula tra l’emozione e il sollievo. In una dichiarazione resa subito dopo la sentenza, ha parlato di “lacrime di gioia” dopo sette anni di procedimento. Secondo lata Comi, è stato oggi stabilito che “il fatto non sussiste” e ha ribadito più volte di essere sempre stata innocente, sottolineando di non aver “mai preso un euro” e di aver servito il Paese con orgoglio. Ha poi annunciato che proseguirà il percorso giudiziario fino alla Cassazione per difendere l’innocenza anche dell’ultimo capo di imputazione.
L’ex eurodeputata ha anche espresso un sentimento di “un po’ di amaro in bocca” per gli anni trascorsi dall’inizio dell’inchiesta e per la prima condanna, ma ha voluto ringraziare i suoi avvocati e gli elettori che le hanno sempre dimostrato fiducia.
Il procedimento giudiziario, iniziato nel 2019, riguarda un presunto sistema di tangenti, nomine pilotate, appalti e finanziamenti illeciti in Lombardia collegato a quello che venne definito il caso “Mensa dei Poveri”. Nell’ambito di questo lungo processo, Lara Comi finì agli arresti domiciliari nel novembre del 2019 (poi revocati) con accuse che includevano corruzione, false fatture e truffa all’Unione Europea.
Nel giudizio di secondo grado, oltre alla sentenza nei confronti di lara Comi, i giudici hanno emesso verdetti per altri imputati: è stata confermata l’assoluzione per l’ex vicecoordinatore lombardo di Forza Italia Pietro Tatarella, è stato scagionato l’ex parlamentare Diego Sozzani e sono state ridotte alcune pene per altri co-imputati.
La sentenza di appello non è definitiva: Lara Comi ha già annunciato l’intenzione di impugnare la parte restante della condanna in Cassazione, con l’obiettivo di ottenere l’assoluzione anche per il reato di truffa.
