AgenPress. Valentino Clemente Ludovico Garavani, conosciuto universalmente con il solo nome Valentino, è stato uno dei couturier italiani più influenti e celebrati del XX e XXI secolo. La sua morte, avvenuta a 93 anni nella sua casa di Roma, ha segnato la scomparsa di una figura che ha definito la modernità dell’alta moda e il concetto stesso di eleganza femminile.
Nato l’11 maggio 1932 a Voghera, in Lombardia, Valentino mostrò fin da ragazzo un forte interesse per l’arte e le stoffe. Dopo la scuola media si trasferì a Milano per studiare figurino, affiancando allo studio della moda anche l’apprendimento della lingua francese, fondamentale per la sua carriera futura.
Con il desiderio di affinare la sua tecnica, si spostò a Parigi, dove frequentò l’École des Beaux-Arts e la prestigiosa École de La Chambre Syndicale de la Couture, un’istituzione che formava i futuri protagonisti dell’haute couture.
Dopo gli studi, Valentino iniziò la sua carriera professionale lavorando negli atelier parigini di Jean Dessès e Guy Laroche, dove apprese i segreti della sartoria, del taglio e della costruzione del capo. Questo periodo fu cruciale per la sua formazione tecnico-artistica.
Nel 1959 tornò in Italia con l’intento di fondare la sua propria casa di moda. Con il supporto finanziario della famiglia aprì il suo primo atelier a Roma, in Via Condotti, la strada simbolo del lusso italiano. Qui incontrò Giancarlo Giammetti, architetto di formazione, che divenne ben presto socio d’affari e compagno di vita: insieme avrebbero guidato la Maison Valentino per oltre quattro decenni.
Il debutto ufficiale avvenne nel 1962 con una sfilata al Palazzo Pitti di Firenze: da quel momento il nome di Valentino iniziò a circolare tra le élite internazionali.
Valentino non fu un designer rivoluzionario dal punto di vista concettuale, ma incarnò la perfezione sartoriale. La sua estetica privilegiava linee pulite, tessuti preziosi, dettagli femminili come pizzi, fiocchi e drappeggi.
La sua firma cromatica divenne presto il “Rosso Valentino” — una tonalità di rosso intensa e glamour — ispirata a un abito visto all’opera durante la giovinezza, che lo segnò profondamente.
Fin dagli anni ’60, Valentino divenne il couturier amato dalle grandi figure pubbliche: Jackie Kennedy, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Sophia Loren e molte altre lo scelsero per red carpet, matrimoni e occasioni di gala. Le sue creazioni divennero un simbolo di eleganza senza tempo.
La sua abilità nel vestire icone di stile consolidò il suo ruolo non solo come stilista, ma come narratore di un’estetica globale di lusso e femminilità.
Negli anni ’60 e ’70 Valentino ampliò la sua attività aprendo boutique a Milano, New York e Los Angeles, portando il fascino della moda italiana nel cuore delle capitali mondiali del lusso.
Fu anche insignito di prestigiosi riconoscimenti, come la Légion d’honneur in Francia nel 2005, onorificenza rara per un designer non francese, a testimonianza del profondo impatto internazionale della sua opera.
Dopo una carriera piena di successi, Valentino si ritirò nel 2008. La sua vita e la sua longissima collaborazione con Giammetti furono raccontate nel documentario Valentino: The Last Emperor, che offrì uno sguardo nel mondo esclusivo dell’alta moda e nella relazione professionale e personale tra i due protagonisti.
La maison Valentino sopravvive al suo fondatore come simbolo di raffinatezza e savoir-faire italiano. I designer che gli sono succeduti, pur portando nuove direzioni creative, hanno mantenuto vivo lo spirito di eleganza che Valentino ha codificato nel corso di decenni.
Oggi Valentino è ricordato non solo come un grande couturier, ma come uno dei principali artefici del “Made in Italy” nel mondo, con abiti che continuano a essere indossati sulle passerelle internazionali e ai grandi eventi di gala.
