Mediaset denuncia Fabrizio Corona: diffamazione e minacce contro i vertici e i volti della tv. La replica: “Per fermarmi mi dovete sparare”

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AgenPress. Mediaset ha presentato una denuncia alla Procura di Milano contro Fabrizio Corona per diffamazione e minacce nei confronti dei vertici dell’azienda e di alcuni conduttori di note trasmissioni televisive del gruppo. L’iniziativa legale arriva dopo una serie di contenuti diffusi nelle ultime settimane dall’ex agente fotografico attraverso social network e piattaforme telematiche, ritenuti dall’azienda gravemente lesivi della reputazione personale e professionale dei soggetti coinvolti.

Secondo quanto si apprende, il gruppo televisivo ha inoltre chiesto l’intervento della Direzione distrettuale antimafia (DdA) affinché valuti l’attivazione di una misura di prevenzione. In particolare, Mediaset punta a ottenere un provvedimento che inibisca a Corona l’utilizzo dei social media, di altre piattaforme online e del telefono cellulare per la divulgazione di contenuti analoghi a quelli pubblicati di recente.

Alla base della richiesta ci sarebbe la convinzione che le modalità comunicative adottate da Corona, già noto per precedenti giudiziari e per un uso aggressivo dei mezzi di comunicazione, possano configurare un comportamento reiterato e potenzialmente pericoloso, tale da giustificare strumenti di prevenzione e non solo di repressione penale.

Non si è fatta attendere la replica di Fabrizio Corona, affidata ai social. «Ormai è guerra, ve l’ho detto, trattative non ne facciamo. Racconterò tutta la verità anche su di voi, che coprite lui, per coprire voi. Per fermarmi mi dovete sparare», ha scritto, rilanciando lo scontro con il gruppo televisivo.

La Procura di Milano è ora chiamata a valutare il contenuto della denuncia e la sussistenza dei presupposti per l’eventuale apertura di un fascicolo, mentre la Dda dovrà esaminare la richiesta relativa alle misure di prevenzione. Il caso riaccende il dibattito sui limiti dell’uso dei social network e sul difficile equilibrio tra libertà di espressione e tutela della reputazione, soprattutto quando le dichiarazioni raggiungono un pubblico molto ampio.

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