Truffe digitali ai danni di vittime in tutto il mondo. La Cina ha giustiziato 11 persone

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AgenPress. Le autorità cinesi hanno giustiziato 11 persone ritenute colpevoli dell’omicidio di 14 cittadini cinesi e della gestione di truffe e attività di gioco d’azzardo per un valore di oltre 1 miliardo di dollari.

La Corte popolare della città di Wenzhou ha annunciato le esecuzioni in una dichiarazione diramata stamattina.

39  gli imputati per 14 reati, tra cui frode, omicidio e lesioni volontarie. Le condanne sono state differenziate: 11 imputati hanno ricevuto la pena capitale immediata, cinque la condanna a morte con sospensione di due anni, 11 l’ergastolo e gli altri pene comprese tra i cinque e i 24 anni di carcere. Per alcuni sono state inoltre disposte anche multe e la confisca dei beni.

Tra le  persone condannate a morte figurano Ming Guoping e Ming Zhenzhen, membri della famiglia Ming che il tribunale ha ritenuto responsabili delle operazioni di truffa e gioco d’azzardo, nonché Zhou Weichang, Wu Hongming e Luao Jianzhang, indicati dal tribunale come altri membri chiave delle operazioni.

L’accusa ha ricostruito che, a partire dal 2015, la famiglia Ming ha sfruttato la propria influenza nella regione Kokang per costituire una fazione armata e creare diversi “parchi” composti da edifici dediti alle truffe online. I gruppi armati hanno stretto alleanze con altre bande per fornire protezione alle attività illecite del clan: truffe telefoniche, traffico di droga, prostituzione, gestione di casinò e giochi d’azzardo online.

Al centro del processo è finita in particolare la “Crouching Tiger Villa”, una base utilizzata per le truffe online di proprietà di Ming Xuechang, patriarca della famiglia. Il 20 ottobre 2023 le guardie del complesso aprirono il fuoco contro lavoratori che cercavano di fuggire: fra le vittime vi furono 14 cittadini cinesi, alcuni dei quali – secondo indiscrezioni non verificate – erano agenti di sicurezza sotto copertura inviati da Pechino.

Il gruppo ha presentato ricorso, che è stato respinto dal tribunale nel mese di novembre.

I membri del gruppo sono stati arrestati nel novembre 2023, quando le autorità cinesi hanno esercitato pressioni sulle autorità delle zone di confine condivise con il Myanmar affinché reprimessero le truffe.

I parchi truffa sono diventati un’attività su scala industriale nel Sud-est asiatico, in particolare in Myanmar, Cambogia e Laos, dove un mix di manodopera sfruttata e volontaria ha messo in atto truffe digitali ai danni di vittime in tutto il mondo.

Le autorità della regione si trovano ad affrontare crescenti pressioni internazionali da parte di Cina, Stati Uniti e altre nazioni affinché affrontino la proliferazione delle attività criminali.

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