AgenPress. Quasi 2 milioni di bambini in tutta la Somalia sono a rischio di malnutrizione acuta, a testimonianza di una situazione in deterioramento mentre le crisi continuano a convergere, ha avvertito la Direttrice generale dell’UNICEF Catherine Russell al termine della sua missione nel Paese.
La Somalia sta affrontando un’emergenza sempre più grave, causata da siccità, conflitti, sfollamenti e severi tagli ai finanziamenti che esercitano una pressione crescente sulle famiglie e sui servizi essenziali.
Nuove interruzioni derivanti dall’escalation del conflitto in Medio Oriente stanno aumentando la pressione sulle catene di approvvigionamento globali, con gravi conseguenze per la Somalia. Il trasporto di cibo, medicinali, carburante e acqua sta diventando più costoso, mettendo a dura prova le famiglie e i partner umanitari che già devono far fronte a bisogni urgenti. Data la forte dipendenza della Somalia dalle importazioni, i prezzi stanno salendo rapidamente. Nelle zone colpite dalla siccità, i costi dell’acqua sono più che raddoppiati con l’aumentare della scarsità e il costo del carburante per le consegne sta diventando economicamente insostenibile.
La scarsità d’acqua continua a essere uno dei fattori scatenanti più gravi della crisi. Con i fiumi che si prosciugano, i pozzi che si esauriscono e le fonti idriche locali che diventano sempre meno affidabili, le comunità vengono sradicate a una velocità allarmante. Le epidemie, la perdita dei mezzi di sussistenza e la crescente insicurezza alimentare stanno stringendo sempre più la morsa, in particolare nelle zone in cui la presenza umanitaria si sta riducendo a causa della carenza di fondi.
“Una delle cose più inquietanti da vedere è le file di letti con bambini malnutriti e madri ansiose che sperano solo che i loro figli sopravvivano”, ha detto la Direttrice generale dell’UNICEF Catherine Russell dopo aver incontrato alcune famiglie a Dollow. “Le persone sono incredibilmente resilienti, ma hanno bisogno di maggiore sostegno in questo momento, poiché tutti i segnali di allarme sono al rosso, compreso l’effetto a catena della guerra in Medio Oriente”.
L’UNICEF ha in transito e in preparazione per la spedizione in Somalia forniture per un valore di 15,7 milioni di dollari, tra cui trattamenti nutrizionali per bambini malnutriti, vaccini e zanzariere trattate con insetticida per proteggere i bambini dalla malaria. Se la situazione in Medio Oriente rimane irrisolta, queste spedizioni rischiano ritardi o costi aggiuntivi.
Nell’ultimo anno, oltre 400 strutture sanitarie e nutrizionali, tra cui più di 125 centri che forniscono assistenza nutrizionale essenziale, hanno già chiuso a causa dell’insufficienza di fondi. Senza un sostegno immediato, nei prossimi mesi molte altre potrebbero essere costrette a chiudere i battenti, molte delle quali situate in distretti che registrano i livelli più elevati di insicurezza alimentare e nutrizionale. Queste chiusure lascerebbero le madri senza assistenza durante la gravidanza, i bambini senza vaccinazioni e i bambini gravemente malnutriti senza cure salvavita.
Anche prima dell’ultimo sconvolgimento economico, quasi 3 milioni di bambini in Somalia avevano un disperato bisogno di aiuti. Il mese scorso, le agenzie delle Nazioni Unite e il Governo hanno avvertito che l’aggravarsi della siccità a seguito delle piogge mancate, che ha decimato il bestiame e i raccolti, potrebbe spingere quasi 6,5 milioni di somali in una situazione di crisi e di emergenza alimentare entro la fine di questo mese. Inoltre, più di 1,8 milioni di bambini sotto i cinque anni sono a rischio di malnutrizione acuta entro la fine dell’anno.
Oltre alla risposta umanitaria immediata, l’UNICEF sta collaborando con i propri partner per potenziare soluzioni integrate che colleghino la risposta alle emergenze con investimenti a lungo termine nei sistemi idrici, nell’alimentazione, nella protezione sociale e nella resilienza, aiutando le comunità a resistere meglio ai ricorrenti shock climatici.
“Per i bambini della Somalia, ogni dollaro e ogni minuto contano per far arrivare loro gli aiuti salvavita”, ha detto Russell. “Ciò di cui i bambini in Somalia – come ovunque altrove – hanno più bisogno è la pace, la protezione e l’accesso sicuro ai servizi essenziali. In questo modo, i bambini di oggi potranno diventare i medici, gli infermieri e gli insegnanti necessari per dare forza alle loro comunità e al Paese”.
Per soddisfare i bisogni urgenti di milioni di bambini e famiglie in Somalia, l’UNICEF chiede 121 milioni di dollari nel 2026. Ad oggi, sono stati ricevuti meno di 20 milioni di dollari.
