AgenPress. “La Meloni ha difeso il ministro Santanchè finché ha potuto. Penso che ad un anno di distanza dalle elezioni politiche una persona come Giorgia Meloni, che si è spesa oltre ogni limite umano in nome dell’Italia, voglia sentirsi serena e sicura quando sarà giudicata. Se io faccio un qualunque messaggio sui miei social ricevo un’infinità di commenti denigratori su Delmastro, Santanchè, Bartolozzi. Diventa una situazione impossibile e questa pressione, a un anno dalla scadenza, penso abbia indotto la Meloni a chiedere alla Santanchè di farsi da parte per arrivare con la sua limpidezza ad essere giudicata per quello che ha fatto”.
Queste le parole di Fabio Rampelli, onorevole di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Delmastro e Bartolozzi si sarebbero dimessi equamente, era stabilito, abbiamo fatto passare il referendum anche per una questione di stile e per non creare altro disordine”, ha proseguito l’onorevole. “Quella di Delmastro è stata una leggerezza, ma va precisato che lui da oltre un anno è sotto scorta proprio per essersi esposto nel contrasto alla criminalità mafiosa, quindi è da respingere con tutta la forza possibile l’accostamento a poteri mafiosi”.
“Siamo rimasti spiazzati dal modo in cui è stata politicizzata la riforma. Quando abbiamo detto che serviva a liberare la magistratura dalla politica e dalle sue interferenze, che si manifestano direttamente e indirettamente tramite le correnti politicizzate del CSM, era già tardi, perché l’opposizione invece diceva il contrario. Siamo arrivati tardi e non siamo stati più credibili”, ha concluso Rampelli. “Le giovani generazioni non hanno espresso un giudizio di merito, ma politico. I giovani subiscono in modo particolare anche le questioni di politica internazionale, motivo per cui penso che abbiano espresso un giudizio di carattere politico e non un giudizio sulla riforma”.
