AODI: “ORA SERVE UNA RISPOSTA CONCRETA SU SANITÀ, LAVORO, DIALOGO, NUOVE GENERAZIONI, SPORT, INTEGRAZIONE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE”
AgenPress. È una lettera aperta quella che il Prof. Foad Aodi rivolge a tutte le associazioni, comunità, professionisti e sostenitori che dal 2000 collaborano con la rete e i movimenti da lui fondati, per annunciare la nascita del Comitato Politico Internazionale del Movimento Uniti per Unire, già sostenuto da oltre 100 adesioni nelle prime 48 ore.
Con parole cariche di entusiasmo, Aodi si rivolge a tutti coloro che da anni lo accompagnano “in questa missione”.
Scrivo a tutte le associazioni, alle comunità, ai professionisti e agli amici che in questi anni hanno condiviso con noi un percorso serio, concreto e spesso difficile. Scrivo a chi ci ha sostenuto, a chi ci ha chiesto più volte di fare un passo in avanti, di non limitarci più all’analisi ma di entrare in una fase nuova, più incisiva.
In questi anni, insieme ad AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), Co-mai (Comunità del Mondo Arabo in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (Agenzia Mondiale senza confini), Unione Sportiva Euromediterranea (USEM) e al Movimento Internazionale Uniti per Unire, abbiamo costruito una rete ampia, credibile e riconosciuta. Abbiamo dialogato con tutte le forze politiche, senza preclusioni, confrontandoci con destra, sinistra e centro. Ma dobbiamo essere chiari: molte delle proposte che abbiamo portato avanti non si sono trasformate in azioni concrete. Questo è un dato di fatto, non un’opinione.
LE CRITICITÀ CHE NON POSSONO PIÙ ESSERE IGNORATE
Abbiamo sollevato problemi reali e documentati. La fuga dei professionisti sanitari all’estero, le aggressioni al personale sanitario, la carenza dei professionisti della sanità, le difficoltà di accesso al lavoro e ai concorsi, i nodi legati alla cittadinanza e all’integrazione. Abbiamo denunciato anche fenomeni complessi e spesso sottovalutati, come le circoncisioni clandestine, gli aborti clandestini, le mutilazioni genitali femminili e tutte quelle criticità che riguardano la salute, la sicurezza, la dignità e i diritti delle persone.
Abbiamo portato avanti battaglie sul mondo delle professioni, sul lavoro,sullo sport, sull’università, sull’istruzione, sull’inserimento dei giovani e dei professionisti di origine straniera. Non si tratta di singoli episodi, ma di questioni strutturali che incidono sulla vita quotidiana delle persone e sulla tenuta del sistema sanitario, sociale e democratico.
Non possiamo più accettare che problemi denunciati da anni restino senza risposte operative. Non possiamo continuare a vedere proposte serie trasformarsi in dichiarazioni di principio, senza strumenti, senza norme, senza percorsi concreti. È questo il motivo per cui oggi facciamo un passo in più.
NASCE IL COMITATO POLITICO INTERNAZIONALE
Per questo abbiamo deciso di fondare il Comitato Politico Internazionale del Movimento Uniti per Unire, promosso insieme alla nostra rete associativa e aperto alle associazioni, alle comunità, ai professionisti, ai giovani e a tutti coloro che vogliono contribuire a una nuova stagione di partecipazione.
In soli due giorni hanno già aderito oltre cento persone, tra professionisti, cittadini e rappresentanti di associazioni. Questo significa che c’è una domanda reale di partecipazione, ma anche di serietà, credibilità e concretezza.
Vogliamo portare proposte operative e concrete su concorsi, integrazione, sicurezza sanitaria, formazione e accesso al lavoro direttamente nei tavoli istituzionali, costruendo una piattaforma stabile, continua e realmente rappresentativa delle esigenze del territorio e delle comunità.
Il Comitato avrà il compito di promuovere una scuola politica di Uniti per Unire, organizzare conferenze, favorire il confronto e costruire iniziative su sanità, immigrazione, integrazione, istruzione, università, cooperazione internazionale, lavoro, nuove generazioni, dialogo interculturale e religioso. Lavoreremo anche sui temi dell’informazione indipendente, dell’intelligenza artificiale, della libertà di espressione e della responsabilità nel comunicare.
UNA RISPOSTA ALLA DELUSIONE DELLA SOCIETÀ CIVILE
C’è una grande delusione nella società civile, nel mondo sanitario, nel mondo delle professioni e nelle comunità di origine straniera. Negli ultimi vent’anni non abbiamo visto risposte concrete sufficienti su temi fondamentali come integrazione, cittadinanza e ius soli, accesso ai concorsi per i professionisti della sanità stranieri, ingresso nel mondo del lavoro e superamento degli ostacoli burocratici che ancora penalizzano tante competenze.
Questa delusione ha prodotto distanza, sfiducia e astensionismo. E quando la società civile si allontana, il sistema si indebolisce. Per questo il Comitato non nasce contro qualcuno, ma per riempire un vuoto: un vuoto di ascolto, di rappresentanza, di concretezza.
Vogliamo costruire un luogo libero, indipendente, capace di parlare con tutti ma senza rinunciare alla propria autonomia.
DIALOGO, INDIPENDENZA E CONCRETEZZA: LA LINEA DEL COMITATO
Un pilastro centrale del nuovo percorso è il rafforzamento del dialogo interculturale e interreligioso, già promosso negli anni con iniziative simboliche e concrete, tra cui la storica apertura al confronto tra comunità diverse, come l’incontro cristiano in moschea del 2016. Un’impostazione che oggi viene rilanciata con ancora maggiore forza, in una visione trasparente, indipendente e trasversale, capace di includere tutti i professionisti e di valorizzare il ruolo dell’informazione libera, della responsabilità comunicativa e della qualità dei contenuti.
Il lavoro si estenderà anche alla cooperazione internazionale e ai temi di politica estera, con un impegno diretto nel sostenere le emergenze globali e nel mantenere un legame attivo con i Paesi di origine, coinvolgendo in modo reale e strutturato le comunità straniere presenti sul territorio. Comunità che, sempre più consapevoli e partecipi, chiedono risposte concrete e rifiutano logiche strumentali o rappresentanze calate dall’alto.
Nessuno può parlare “a nome di” intere comunità senza un reale consenso: la partecipazione deve partire dalla base, attraverso il coinvolgimento diretto e continuo. È questo il principio che guida il Comitato, che si definisce come una realtà costruita dal basso, senza personalismi: non un’organizzazione verticistica, ma una comunità attiva, dove il valore è nella partecipazione e non nelle etichette.
L’obiettivo è chiaro: costruire una vera “fabbrica della concretezza”, capace di trasformare bisogni reali in azioni operative, superando definitivamente la stagione delle promesse senza seguito.
UN APPELLO CHIARO: COSTRUIRE INSIEME UNA REALTÀ INDIPENDENTE
Per questo mi rivolgo a tutti voi. Il Comitato Politico Internazionale nasce per costruire insieme una realtà indipendente, credibile, capace di rappresentare davvero i bisogni e di trasformarli in proposte operative.
Non si tratta di sostituire qualcuno, ma di colmare un vuoto evidente. Non possiamo più limitarci a osservare: dobbiamo agire. Invito tutte le associazioni, le comunità, i professionisti, i giovani e gli amici sostenitori a partecipare, a portare idee, competenze, esperienze e proposte.
Non è più tempo di osservare o commentare: è il momento di incidere davvero sulle scelte che riguardano sanità, lavoro e diritti.
Chi vuole contribuire a questo percorso può contattarci all’indirizzo redazione@aiscnews.org, per costruire insieme una piattaforma aperta, autonoma e concreta.
