AgenPress. Il Servizio Sanitario Nazionale, a lungo punto di riferimento internazionale, vive oggi una fase di grave criticità. Per garantire il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione serve un cambio di passo immediato, condiviso e concreto.
Le emergenze che non possiamo più ignorare
-Liste d’attesa e divario Nord-Sud
L’accesso alle cure è segnato da tempi inaccettabili e profonde disuguaglianze. Una risonanza magnetica si ottiene in 15 giorni in alcune Regioni del Nord e in oltre 6 mesi in diverse aree del Mezzogiorno. Per una visita cardiologica l’attesa può superare i 4 mesi. È in gioco il principio di uguaglianza tra cittadini.
-Carenza di personale sanitario
Secondo le stime più recenti, mancano circa 65mila infermieri e 10mila medici. Retribuzioni poco competitive e carichi di lavoro gravosi spingono molti giovani professionisti a scegliere l’estero. Rendere attrattiva la professione in Italia è una priorità nazionale.
-Sottofinanziamento e attuazione del PNRR
Con il 6,2% del PIL destinato alla sanità, l’Italia resta sotto la media europea. Gli investimenti del PNRR per la sanità territoriale e le Case di Comunità richiedono un’accelerazione per non perdere un’occasione storica di riforma.
-Gestione delle cronicità e fragilità
Per pazienti diabetici, cardiopatici e affetti da BPCO manca ancora una rete strutturata di assistenza domiciliare. Troppo spesso l’ospedale interviene solo nella fase acuta, quando la prevenzione avrebbe fatto la differenza.
-Burocrazia e transizione digitale
Il peso amministrativo sottrae ai medici tempo prezioso per la cura. Il Fascicolo Sanitario Elettronico non è pienamente operativo in tutte le Regioni. I dati indicano che circa 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure, anche per difficoltà di accesso.
Le proposte di Unione Cristiana per agire subito
–Valorizzare chi cura: sblocco del turnover, allineamento delle retribuzioni agli standard europei, incentivi mirati per chi lavora nelle aree disagiate e interne. Sanità vicina al cittadino: Case di Comunità operative h24 con équipe multidisciplinari, potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata e telemedicina per i malati cronici.
-Tempi certi e trasparenti: CUP unico regionale con pubblicazione online dei tempi di attesa e attivazione di percorsi di tutela per il cittadino in caso di sforamento.
-Meno carta, più sanità: completamento del Fascicolo Sanitario Elettronico su tutto il territorio nazionale e utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale a supporto dei clinici.
Investire nella prevenzione: innalzamento graduale della spesa sanitaria al 7% del PIL, destinando maggiori risorse alla prevenzione e alla medicina del territorio.
“La sanità pubblica, universale e accessibile non è uno slogan, ma la condizione per tenere unito il Paese”, afferma il Sen. Domenico Scilipoti Isgrò. “L’articolo 32 non è un principio astratto: è un impegno concreto verso ogni cittadino. Unione Cristiana si batterà perché nessuno resti indietro. Senza salute non c’è futuro, né sviluppo, né coesione sociale”.
