“DESTRA E SINISTRA FACCIANO DI PIU’ PER LA SANITA’”
AgenPress. «Mi ha fatto molto piacere e mi sono anche molto commosso quando mi ha chiamato». Così il sindaco di Benevento e leader di “Noi di Centro”, Clemente Mastella, ha ricordato la telefonata ricevuta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver reso pubblica la propria malattia.
Lo ha affermato questa sera a “Filorosso”, il programma condotto su Rai 3 da Antonino Monteleone con Adele Grossi.
“Già sapevo, da un mese. Ho iniziato anche la cura”, ha detto, “Devo dire che quando ho detto queste cose nel giorno della Festa Patronale della Madonna delle Grazie non pensavo minimamente a quello che sarebbe successo. Mi sono un po’ lasciato andare. Era un modo per dire: stiamo tutti assieme, anche io ho questo problema. Poi ho visto che tutti sono rimasti assieme a me. Mi hanno scritto tantissimi. Non c’è stato un segno distintivo per il quale io appartengo a una parte. Sono diventato una loro parte, anche per chi non mi vota ed è distante da me”.
Il primo cittadino di Benevento ha quindi rivendicato il rapporto costruito negli anni con la sua comunità. “Io ho sempre pensato di essere il sindacalista della mia realtà, che è una realtà ancora povera. Mi sono posto accanto a queste persone. Io sono uno come gli altri. Questa forse è la mia forza. Ho dato il mio telefono a tutti. Mi chiamano tutti: il poveretto che sta in casa da solo, anche chi mi manda a quel paese. Oggi la cosa che mi ha molto commosso è che moltissimi mi hanno detto: Lei ci ha chiesto di pregare e noi preghiamo per lei”.
Mastella ha poi raccontato le difficoltà personali vissute dopo la diagnosi. “Ho paura? Beh, sì. Magari faccio una scelta che decide il mio destino, ancora qualche anno di vita”, ha proseguito, “Ti ritrovi con te stesso. Ci sono accanto i miei figli, mia moglie. Userò l’estate per stare sereno. Bisogna essere sereni il più possibile. Anche la notte faccio fatica a dormire, perché non immaginavo che arrivasse questa vicenda personale”. Il sindaco ha quindi ribadito la sua fiducia sia nella fede sia nella medicina. “Io ho fede”, ha detto, “Sono credente, però la scienza è importante. La scienza medica ha fatto passi importanti. La prevenzione è importante. Però, se non c’è l’istituzione, si fa fatica”.
Infine l’appello alla politica, al di là degli schieramenti. “Destra, sinistra: fate qualcosa in più per la gente”, ha concluso, “Perché i ritardi negli ospedali, i pronto soccorso in difficoltà… Quando vedi che ci sono 110 posti letto ogni 100 mila abitanti, mentre in Germania sono molti di più, è ovvio che i nostri pronto soccorso fanno gridare allo scandalo. Bisogna investire. Mi piacerebbe che destra, sinistra e centro si unissero almeno su questo tema”.
