Sen. Dott. Domenico Scilipoti Isgrò: “Nascere di Nuovo”, sciogliere le corazze per salvare l’Italia

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Il messaggio di Gesù a Nicodemo e l’insegnamento del corpo per una nuova classe dirigente. L’incontro di notte: quando il successo non basta


AgenPress. Duemila anni fa, un uomo di legge e di potere andò da Gesù “di notte”. Si chiamava Nicodemo.
Aveva studiato, aveva risultati, aveva una posizione. Eppure sentiva che mancava qualcosa. Dentro c’era un vuoto che i titoli non riempivano.
«Maestro, noi sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui» (Gv 3,2).
La risposta di Gesù spiazza e va dritta al cuore:
«In verità, in verità io ti dico: se uno non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio» (Gv 3,3).
Nicodemo, da uomo razionale, obietta: «Come può un uomo nascere quando è vecchio?» (Gv 3,4).
La domanda di Nicodemo è la domanda del nostro tempo: come si fa a ricominciare quando le istituzioni, la politica e le persone si sono “irrigidite”?

Il “nascere di nuovo” in Bioenergetica: sciogliere le corazze personali e collettive

A distanza di secoli, la Bioenergetica di Alexander Lowen riprende la stessa domanda, ma con il linguaggio del corpo.
Per la Bioenergetica “nascere di nuovo” è un’esperienza somatica: riscoprire il corpo che da bambini avevamo e che da adulti abbiamo “dimenticato” sotto tensioni, corazze muscolari, paure, doveri.
Nasciamo una seconda volta quando riprendiamo contatto con il respiro, le emozioni, la spontaneità. Quando smettiamo di “recitare il ruolo” e torniamo a “sentire”.
Lowen diceva: “Il corpo dice la verità che la mente nasconde”.
Proprio come Gesù diceva a Nicodemo: la verità non la vedi con gli schemi vecchi. Ti serve un modo nuovo di nascere, un corpo nuovo che respira.

4 parallelismi tra Vangelo, Bioenergetica e Impegno Politico.
– Dall’idea all’esperienza: “vedere il Regno”.
Nicodemo conosceva le Scritture, ma non “vedeva il Regno”.
Nella politica si possono avere programmi perfetti sulla carta, ma se non si “sente” la fatica della gente, non si costruisce nulla.
«Se uno non nasce di nuovo, non può vedere» (Gv 3,3).
Serve una politica che esca dagli uffici e incontri i corpi, le famiglie, le periferie.

– L’acqua e lo Spirito / Il respiro e il movimento
«Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3,5).
L’acqua è Battesimo, purificazione. Lo Spirito è Ruach, soffio che rigenera.
In Bioenergetica è il respiro e il radicamento.
In politica è sussidiarietà e partecipazione: dare ossigeno dal basso, far ripartire dal territorio, dalla persona. Un “soffio nuovo” che scioglie la burocrazia e ridà vita alle comunità.

– La notte e la luce: il coraggio di sentire.
Nicodemo viene di notte. La notte è confusione e paura, ma anche inizio di ricerca.
«Chi fa la verità viene alla luce»( Gv 3,21).
Oggi viviamo una “notte” di individualismo, muri, cinismo.
“Nascere di nuovo” in politica significa avere il coraggio di dire la verità, di riconoscere gli errori, di lasciare andare le vecchie “corazze ideologiche” per costruire ponti. Come dice Paolo: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura»( 2 Corinzi 5,17).

– Il vento dello Spirito / La spontaneità del corpo
«Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce» Giovanni 3,8.
Lo Spirito non si controlla, si accoglie.
Una buona politica non può essere solo controllo e norma. Deve saper ascoltare il movimento reale della società, la creatività dei corpi sociali, la forza delle famiglie e delle associazioni. È la grazia che passa per il bene comune.

Un Dio che si incarna e una Politica che si fa carne
Il cuore della fede è l’Incarnazione: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14).
Dio non salva dall’esterno. Entra nella materia, nel dolore, nel corpo.
Da qui nasce l’impegno della Democrazia Cristiana e dell’Unione Cristiana: una politica che parte dalla persona concreta, non dalle ideologie.
Una politica “incarnata” che mette al centro Persona, Solidarietà, Sussidiarietà, Bene Comune.
Gesù non chiede a Nicodemo di studiare di più. Gli chiede di nascere.
Noi non abbiamo bisogno di più leggi astratte. Abbiamo bisogno di una classe dirigente che “respiri”, che sappia tremare, piangere e gioire con il popolo. Che torni ad essere “come bambini”: capace di meraviglia e di giustizia. «Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3).
Conclusione: Costruttori di ponti per l’Italia

Forse “nascere di nuovo” è proprio questo: costruire un ponte tra la testa e il cuore, tra il dovere e il desiderio, tra il corpo e lo Spirito, tra le istituzioni e i cittadini.
È la sfida più adulta per il nostro Paese: lasciare le difese e le contrapposizioni che ci hanno bloccato, per accogliere la vulnerabilità che ci fa relazionare, amare, fare giustizia.
Come il vento di Giovanni 3,8, come il respiro della Bioenergetica: quando lasciamo andare il controllo, la vita riprende a muoversi.
E solo un uomo e una politica “nati di nuovo” possono diventare davvero costruttori di ponti per l’Italia.”

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