“La ricerca della giustizia, della bellezza e del bene non è un’illusione, ma può essere il segno di una realtà più grande. Io sono convinto che Dio ci sia; su questo non ho mai avuto dubbi. Più che una convinzione intellettuale, la mia è una convinzione fondata sulla speranza”
AgenPress. Con queste parole il senatore Domenico Scilipoti Isgrò apre una riflessione che parte dalla dimensione della fede per affrontare una questione profondamente politica: quale idea dell’uomo deve guidare chi ha la responsabilità di governare e di rappresentare i cittadini?
«L’essere umano – afferma Scilipoti – può essere terribile, stupido, falso, cattivo e malvagio. Ma, al tempo stesso, esiste nell’uomo una domanda di bellezza, di amore, di senso, di giustizia e di verità».
È proprio in questa contraddizione che, secondo il senatore, si trova una delle domande decisive della nostra epoca.
«Se questa domanda fosse soltanto un’illusione – osserva Scilipoti – allora anche la ricerca del bene, della giustizia e della verità sarebbe destinata a rimanere priva di un significato ultimo. Io, invece, penso che quando percepiamo la bellezza, quando produciamo giustizia, quando siamo autentici e sinceri, sentiamo di essere più veri e non degli illusi».
Una riflessione che assume una forte dimensione civile e politica. In una fase storica nella quale la fiducia nelle istituzioni appare fragile e il rapporto tra cittadini e politica è spesso segnato dalla distanza e dalla disillusione, secondo Scilipoti è necessario recuperare una concezione della politica fondata sulla responsabilità, sulla dignità della persona e sulla ricerca del bene comune.
«La politica – sottolinea – non può ridursi alla gestione del potere, all’amministrazione dell’esistente o alla ricerca del consenso. La politica deve tornare a interrogarsi sull’uomo, sulla sua dignità e sul futuro della comunità».
In questa prospettiva, anche il messaggio evangelico può rappresentare un riferimento di straordinaria attualità.
«Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati» (Mt 5,6), ricorda il senatore, sottolineando come la ricerca della giustizia non possa essere considerata un ideale astratto, ma debba tradursi in una responsabilità concreta nei confronti della società.
E ancora, nel Vangelo di Giovanni, troviamo un’affermazione che conserva una particolare forza anche nella dimensione civile: «La verità vi farà liberi» (Gv 8,32).
«La verità – afferma Scilipoti – deve tornare a essere un valore anche nella vita pubblica. Senza verità non possono esserci autentica libertà, responsabilità e fiducia nelle istituzioni».
Per il senatore, la fede non significa imposizione, ma testimonianza personale e ricerca. «La libertà religiosa e la libertà di coscienza – precisa – sono principi che devono essere pienamente rispettati. Ma una società libera e democratica non deve avere paura delle grandi domande spirituali che accompagnano da sempre l’esistenza dell’uomo».
Da qui il riferimento alla Trascendenza.
«L’Essere – spiega Scilipoti – possiamo chiamarlo Dio, Vita, Natura, Storia, il Tutto. Io penso che ci prometta l’esistenza di un’altra dimensione, che chiamiamo Trascendenza».
Una convinzione che, secondo il senatore, attraversa la storia del pensiero umano: «Dagli antichi Egizi a Platone, fino alle grandi tradizioni filosofiche e spirituali, l’uomo ha sempre cercato di interrogarsi sull’esistenza di una realtà che trascende ciò che possiamo immediatamente vedere e conoscere».
La conseguenza politica di questa riflessione è, per Scilipoti, tutt’altro che marginale.
«Se la politica perde il senso del bene, della verità e della dignità della persona, rischia di trasformarsi in puro esercizio del potere. Se invece torna a considerare l’uomo come fine e non come strumento, può recuperare la propria funzione più alta: servire la comunità e costruire il futuro».
Anche per questo, il richiamo evangelico «Voi siete il sale della terra» (Mt 5,13) può diventare una metafora civile: non rimanere spettatori di fronte alle difficoltà del proprio tempo, ma assumersi la responsabilità di contribuire al bene della comunità.
La domanda conclusiva, dunque, è essenziale: che cosa rende veramente migliore una società?
«Non soltanto la crescita economica, il progresso tecnologico o l’efficienza amministrativa – conclude Scilipoti – ma anche la capacità di custodire la dignità dell’uomo, la giustizia, la solidarietà, la libertà e la ricerca della verità».
È questa la «promessa» al centro della riflessione del senatore: che la sete di verità, di giustizia, di amore e di bellezza che vive nell’uomo non sia un’illusione, ma il segno di una realtà più grande verso la quale continuare a camminare.
