AgenPress. Il ritorno della Russia al tavolo del G20 Finanze riaccende le tensioni tra Washington e le capitali europee. Ad Asheville, in North Carolina, dove sono riuniti i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali delle principali economie mondiali, il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha incontrato il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov.
La presenza di Siluanov, alla sua prima partecipazione in presenza a una riunione del G20 dall’inizio dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina, ha provocato immediate proteste da parte dei rappresentanti europei. Secondo quanto riferito da fonti di stampa, il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil e altri esponenti europei avevano minacciato di non partecipare alla tradizionale fotografia di gruppo se Siluanov fosse comparso nello scatto. Alla fine, il ministro russo non è apparso nella foto.
Il colloquio tra Bessent e Siluanov assume un peso particolare anche sul piano diplomatico. Secondo le ricostruzioni disponibili, i due hanno discusso della guerra in Ucraina e delle prospettive di un possibile ritorno dei rapporti economici tra Stati Uniti e Russia. L’incontro si inserisce in una fase nella quale Washington sta cercando di utilizzare il G20 come piattaforma per affrontare contemporaneamente le principali crisi economiche e geopolitiche internazionali.
Per Berlino, tuttavia, la partecipazione russa non può essere interpretata come un ritorno alla normalità. Klingbeil ha definito «preoccupante» il segnale rappresentato dall’accoglienza riservata al ministro russo, sottolineando che, mentre la guerra continua, non è possibile comportarsi come se i rapporti con Mosca fossero tornati alla normalità.
La protesta europea si è tradotta così in un gesto diplomatico molto visibile: la minaccia di abbandonare la foto ufficiale del G20. Un gesto simbolico, ma dal forte valore politico, soprattutto perché la presenza di Siluanov era stata accettata dalla presidenza americana senza un preavviso alle controparti europee, secondo le ricostruzioni della stampa.
La controversia sulla Russia si aggiunge a un’agenda già particolarmente complessa. I lavori di Asheville, sotto la presidenza statunitense, sono incentrati sulla crescita dell’economia mondiale, sugli squilibri commerciali, sul debito sovrano, sulla regolamentazione bancaria e sulla sicurezza energetica.
Bessent punta in particolare a portare al centro del dibattito la crescita economica e la riduzione degli ostacoli regolamentari. Il segretario al Tesoro americano sostiene che la crescita sia la strada per affrontare l’enorme accumulo di debito pubblico e ha difeso una linea di maggiore deregolamentazione del settore finanziario.
Ma Washington vuole anche raccogliere sostegno internazionale alla propria campagna di pressione economica contro l’Iran. Bessent ha annunciato nuove possibili sanzioni e cerca di convincere gli alleati a rafforzare l’isolamento finanziario di Teheran, mentre l’escalation militare in Medio Oriente continua a pesare sui prezzi dell’energia e sulla stabilità dei mercati.
Sul dossier iraniano, almeno in parte, Washington e Bruxelles si trovano dalla stessa parte. L’Unione europea ha infatti dichiarato di sostenere ulteriori pressioni economiche sull’Iran e di voler collaborare con gli Stati Uniti e gli altri partner del G7 per favorire la de-escalation e la stabilità regionale.
La questione russa mostra però quanto sia più difficile mantenere una posizione comune sull’insieme dell’agenda. Per gli europei, la guerra in Ucraina continua a rappresentare una linea di demarcazione politica; per l’amministrazione Trump, invece, il G20 deve tornare a essere soprattutto uno strumento per negoziare su crescita, commercio, energia e sicurezza economica.
La vicenda della fotografia di gruppo fotografa, in senso letterale, questa distanza: Siluanov è presente al tavolo, ma fuori dallo scatto ufficiale insieme ai ministri europei.
Sul tavolo di Asheville c’è anche la Cina. Bessent ha chiesto ai partner del G20 di affrontare quello che Washington considera uno squilibrio commerciale insostenibile, puntando il dito contro l’enorme surplus commerciale cinese, stimato dagli Stati Uniti intorno ai 1.200 miliardi di dollari.
Il G20 si trova quindi davanti a una serie di dossier strettamente intrecciati: guerra e sanzioni, energia, commercio internazionale, debito pubblico e crescita. La presenza russa rende ancora più evidente la difficoltà di trovare un terreno comune.
Ad Asheville, il confronto economico rischia così di trasformarsi ancora una volta in un confronto politico. E la foto di gruppo, con un’assenza tutt’altro che casuale, ne è diventata il simbolo.
