Ex Ilva, esplode la protesta dell’indotto: 24 ore di sciopero e blocco delle strade

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A Taranto lavoratori delle aziende dell’appalto in mobilitazione contro i licenziamenti e per garanzie sul futuro occupazionale. Fim, Fiom, Uilm e Usb proclamano 24 ore di sciopero. Occupata la provinciale per Statte, annunciato un blocco anche verso Bari.


AgenPress. È tornata a salire la tensione attorno all’ex Ilva di Taranto. Questa mattina i lavoratori dell’indotto e delle aziende dell’appalto hanno avviato una nuova mobilitazione, dopo l’assemblea organizzata davanti alla portineria imprese dello stabilimento. Al termine dell’incontro, Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato 24 ore di sciopero per tutti i lavoratori dell’appalto, dalle 9 di oggi, lunedì 14 settembre, fino alle 7 di domani.

La protesta è accompagnata dal blocco della viabilità nell’area dello stabilimento. I lavoratori hanno occupato la strada provinciale per Statte, mentre è stato annunciato anche un blocco sulla strada statale in direzione Bari.

Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto le preoccupazioni per il futuro dell’occupazione nell’indotto. Le imprese e i sindacati chiedono garanzie per i lavoratori in vista delle conseguenze legate alla crisi dello stabilimento e alle prospettive produttive dell’ex Ilva.

La protesta arriva pochi giorni dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano che ha confermato lo stop dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto. Il provvedimento dovrà essere attuato entro il 28 ottobre. I giudici hanno respinto la richiesta di sospensiva presentata da Acciaierie d’Italia e da Ilva in amministrazione straordinaria, ritenendo prevalente la tutela della salute rispetto alla prosecuzione dell’attività d’impresa nelle condizioni contestate.

Una decisione che aumenta l’incertezza per migliaia di lavoratori, non soltanto quelli direttamente dipendenti dall’acciaieria ma anche quelli impiegati nelle numerose aziende che operano nell’indotto. Nei giorni scorsi era stata raggiunta una tregua temporanea sulle procedure che interessano circa 2.500 lavoratori dell’indotto, ma la situazione resta legata alle prospettive dello stabilimento e alle decisioni sul futuro industriale di Taranto.

I sindacati chiedono quindi un intervento che garantisca continuità occupazionale e sostegno alle imprese dell’appalto. Il messaggio lanciato dalla piazza è netto: senza risposte concrete, la mobilitazione è destinata a proseguire.

«Non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti i lavoratori», hanno ribadito le organizzazioni sindacali, chiedendo alle istituzioni di intervenire per evitare che la crisi dell’ex Ilva si trasformi in una vera e propria emergenza sociale per Taranto.

La giornata di protesta riporta così al centro il nodo più delicato della vertenza: come accompagnare la trasformazione industriale dell’ex Ilva senza scaricarne i costi sui lavoratori e sull’intero sistema dell’indotto. Per Taranto, mentre si avvicina la scadenza del 28 ottobre, il tempo per trovare una soluzione appare sempre più ristretto.

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