LETTERA APERTA DI FOAD AODI ALLE COMUNITÀ DI ORIGINE STRANIERA, AL MONDO DELLE PROFESSIONI, AGLI ACCADEMICI, AGLI INTELLETTUALI, AI GIOVANI E ALLE NUOVE GENERAZIONI. L’APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE TRADOTTO IN OLTRE 50 LINGUE E RIVOLTO ANCHE A TUTTE ELE COMUNITA’ DI ORIGINE STRANIERA
AgenPress. Care amiche e cari amici,
dopo la nascita ufficiale del Movimento politico interculturale internazionale UNIONE PER L’ITALIA (UN.IT), annunciata lo scorso 11 settembre, apriamo una nuova e decisiva tappa del nostro percorso: la fase costituente, aperta fino a novembre 2026. È il momento di allargare la partecipazione e costruire insieme il futuro del Movimento.
Mi rivolgo alle comunità di origine straniera, al mondo delle professioni, agli accademici e agli intellettuali, ai giovani e alle nuove generazioni, alle associazioni, ai movimenti civici, al Terzo settore e a tutti i cittadini che vogliono contribuire al futuro dell’Italia. Il mio appello è chiaro: unitevi a noi e costruiamo dalla base una svolta della politica italiana.
Non vi chiediamo di aderire semplicemente a qualcosa che è già stato deciso. Vogliamo ascoltare idee, competenze, esperienze, proposte e anche critiche. Una vera svolta della politica italiana non può essere annunciata soltanto dall’alto: deve nascere dalla società, dal lavoro, dalle professioni, dalla cultura, dall’università, dalle comunità e soprattutto dalle nuove generazioni.
Voglio ribadire con altrettanta chiarezza chi siamo. UNIONE PER L’ITALIA (UN.IT) non è un movimento contro qualcuno, non è un movimento solo per gli stranieri e non è il movimento di una religione. È un movimento per tutti. Vogliamo unire italiani e cittadini di origine straniera, credenti e non credenti, professionisti, lavoratori, studenti, imprenditori e società civile.
Alle comunità di origine straniera rivolgo un appello particolare. Dopo tanti anni di battaglie per l’integrazione, l’inclusione e il dialogo interculturale e interreligioso dobbiamo compiere un passo ulteriore. Non si può vivere da immigrati per sempre e non si può vivere da precari per sempre.
Chi vive, lavora, studia, cura, insegna, produce e contribuisce alla crescita dell’Italia deve poter partecipare pienamente alla vita sociale e politica del Paese. Allo stesso tempo, per noi rimane fondamentale il principio dei diritti e dei doveri: chi sceglie di vivere in Italia deve rispettare le leggi italiane.
Mi rivolgo poi al mondo delle professioni: medici, infermieri e professionisti sanitari, avvocati, commercialisti, giornalisti, insegnanti, ricercatori, imprenditori e tutte le altre categorie professionali. La politica italiana ha bisogno delle vostre competenze, della vostra esperienza e della conoscenza concreta dei problemi che affrontate ogni giorno.
Non possiamo ricordarci dei professionisti soltanto quando esplode un’emergenza. Le competenze devono partecipare anche alla costruzione delle soluzioni. Vogliamo riportare merito, professionalità ed esperienza al centro della politica e dare voce a chi conosce realmente i diversi settori della società.
Mi rivolgo agli accademici e agli intellettuali. Abbiamo bisogno delle vostre analisi, della vostra libertà di pensiero e della capacità di interpretare i grandi cambiamenti sociali, economici, sanitari, culturali e internazionali. La politica deve tornare a confrontarsi con il sapere, con la ricerca e con la qualità delle idee.
Un appello particolare va ai giovani e alle nuove generazioni. Non vogliamo continuare a parlare dei giovani senza parlare con i giovani, né promettere un futuro che viene continuamente rinviato. Vogliamo che possiate partecipare direttamente alla costruzione delle priorità e delle proposte di UNIONE PER L’ITALIA (UN.IT).
Partecipate, proponete, criticate e fate sentire la vostra voce. Vogliamo dare spazio a chi studia, a chi cerca lavoro, a chi costruisce una professione, a chi è nato in Italia da genitori di origine straniera e a chi ha maturato esperienze all’estero. Le nuove generazioni devono essere protagoniste della politica, non semplici spettatrici.
Vogliamo un’Italia capace di valorizzare il merito e le professioni, superare il precariato, difendere il diritto alla salute e investire nella scuola, nell’università, nella formazione e nella ricerca. Vogliamo sostenere il lavoro, l’innovazione e la digitalizzazione e creare opportunità concrete per i giovani.
Vogliamo anche rafforzare l’Italia a livello internazionale e internazionalizzare i servizi, favorendo lo scambio di competenze. I nostri giovani devono poter maturare esperienze all’estero e poi avere la possibilità di tornare in Italia, valorizzando qui il patrimonio professionale, scientifico e tecnologico acquisito.
Vogliamo combattere ogni forma di discriminazione e razzismo, contrastare l’islamofobia e l’antisemitismo e difendere i cristiani anche nei nostri Paesi di origine. Continueremo a promuovere il dialogo interculturale e interreligioso senza pregiudizi e senza chiusure.
Questa impostazione non nasce oggi. È la condotta che porto avanti personalmente dal 1995: parlare con tutti, confrontarsi con tutti e costruire attraverso il dialogo, senza pregiudizi e senza chiusure. Dal 2000 sosteniamo la necessità di costruire una voce unitaria, innovativa e giovanile, capace di valorizzare le comunità, le professioni e le nuove generazioni e di trasformare la partecipazione in proposte concrete.
Anche la scelta simbolica dell’11 settembre per annunciare pubblicamente la nascita di UNIONE PER L’ITALIA (UN.IT) si inserisce in questa storia. Esattamente dieci anni prima, l’11 settembre 2016, lanciammo l’iniziativa “Cristiani in Moschea”, che riuscì a mettere insieme comunità di origine straniera, italiani, cristiani e musulmani nel segno del dialogo e della conoscenza reciproca.
Quell’esperienza rappresenta ancora oggi lo spirito con cui vogliamo procedere: incontrarsi invece di dividersi, dialogare invece di costruire muri, unire invece di contrapporre. È anche da quel percorso che nasce la convinzione che differenze culturali e religiose non debbano trasformarsi in ostacoli, ma possano diventare una ricchezza quando esistono rispetto reciproco, diritti e doveri.
UNIONE PER L’ITALIA (UN.IT) è un Movimento politico interculturale internazionale, laico e indipendente. Dialogheremo con tutti e manterremo la nostra piena autonomia. Non dipendiamo da alcun partito né da autorità italiane o estere e vogliamo confrontarci liberamente con tutte le forze politiche disponibili al dialogo.
Questa fase costituente arriva dopo oltre otto mesi di consultazioni, che hanno coinvolto più di 1.500 esponenti di comunità, associazioni e importanti organizzazioni presenti in tutte le regioni italiane. Lo scorso 8 settembre abbiamo compiuto il passaggio della fondazione ufficiale, con la firma dello Statuto e il deposito ufficiale del logo presso il notaio.
In quella occasione sono stato eletto Presidente fondatore e hanno dato vita con me al Movimento i soci fondatori Belaitouche Kamel Eddine, Nadir Aodi, Paolo De Curtis, Daoudi Tilouani, Aurelio Coppeto, Patrizia Sardara, Donatella Arezzini, Claudio Rossi, Gianni Lattanzio e Daniela Alina Seres.
A ciascuno dei soci fondatori va il mio ringraziamento personale più sincero: Belaitouche Kamel Eddine, Nadir Aodi, Paolo De Curtis, Daoudi Tilouani, Aurelio Coppeto, Patrizia Sardara, Donatella Arezzini, Claudio Rossi, Gianni Lattanzio e Daniela Alina Seres hanno creduto fin dall’inizio in questo progetto e hanno scelto di assumersi insieme a me la responsabilità di farlo nascere. La fase costituente che apriamo oggi parte anche dal loro impegno, ma da questo momento deve allargarsi e diventare patrimonio di tutti coloro che vorranno partecipare alla costruzione di UNIONE PER L’ITALIA (UN.IT).
La fondazione ufficiale non rappresenta quindi un punto di arrivo. È l’inizio di una fase nella quale dobbiamo allargare ulteriormente la partecipazione, incontrare nuove realtà della società e raccogliere proposte. La fase costituente resterà aperta fino a novembre 2026 proprio per consentire questo confronto.
Per questo abbiamo deciso di tradurre il nostro appello in oltre 50 lingue. Vogliamo raggiungere persone di origini, culture e nazionalità differenti e permettere al maggior numero possibile di cittadini di conoscere il progetto e contribuire alla sua costruzione.
Qualunque sia la lingua nella quale leggerete questa lettera, il messaggio è lo stesso: UNIONE PER L’ITALIA (UN.IT) è aperta a tutti. Alle comunità di origine straniera chiediamo di partecipare, ai professionisti di portare le loro competenze, agli accademici e agli intellettuali di contribuire con le loro idee e ai giovani e alle nuove generazioni di prendersi lo spazio che spetta loro.
Non siamo contro qualcuno, non siamo il movimento degli stranieri e non siamo il movimento di una religione. Vogliamo costruire una voce unitaria, innovativa e giovanile, capace di mettere insieme esperienze, culture, professionalità e generazioni differenti. La fase costituente è aperta: unitevi a noi e costruiamo insieme, dalla base, una svolta della politica italiana.
