AgenPress. Homo homini lupus”, ma anche “homo homini deus”. La politica deve scegliere quale dimensione dell’uomo contribuire a rafforzare: quella della contrapposizione e dell’ostilità oppure quella della responsabilità, della solidarietà e del rispetto reciproco. È la riflessione del senatore Scilipoti Isgrò, che richiama due antiche espressioni latine per affrontare il tema della crisi della fiducia nella politica e del rapporto tra cittadini, istituzioni e classe dirigente.
“Quando la politica trasforma l’avversario in un nemico — sottolinea Scilipoti Isgrò — entra in una logica pericolosa. In democrazia si possono avere idee profondamente diverse senza smettere di riconoscere nell’altro una persona e un interlocutore. Il conflitto delle idee è fisiologico; l’odio personale non dovrebbe esserlo”.
Secondo il senatore, la fiducia dei cittadini “non si conquista con gli slogan, ma attraverso coerenza, trasparenza, capacità di ascolto e rispetto della parola data”.
“Chi ricopre una responsabilità pubblica — aggiunge — deve essere consapevole che ogni comportamento può rafforzare oppure indebolire la credibilità delle istituzioni. La distanza tra cittadini e politica non si colma con la propaganda, ma con l’ascolto, la presenza e la capacità di dare risposte concrete”.
Un passaggio centrale della riflessione riguarda il concetto di responsabilità.
“La libertà non può essere separata dalla responsabilità. Il politico ha una responsabilità verso i cittadini, ma anche il cittadino ha una responsabilità verso la comunità. Una democrazia vive di diritti, ma anche di doveri. Se tutti rivendicano soltanto ciò che spetta loro e nessuno riconosce ciò che deve agli altri, la convivenza diventa inevitabilmente più difficile”.
Da qui il richiamo all’altra espressione, “homo homini deus”, attribuita a Cecilio Stazio nella formulazione si suum officium sciat.
“L’uomo può essere una presenza positiva per l’altro quando conosce il proprio dovere -spiega Scilipoti Isgrò -. È un concetto antico ma straordinariamente attuale. La solidarietà non può essere soltanto un sentimento: deve diventare responsabilità concreta. Anche la politica deve recuperare il senso del dovere, non limitandosi a chiedere consenso ma dimostrando, attraverso i comportamenti, di essere degna della fiducia ricevuta”.
“Il compito della politica, prosegue, è creare le condizioni per una convivenza nella quale le differenze possano essere vissute senza trasformarsi in ostilità. La politica deve garantire regole e legalità, ma deve anche recuperare il senso della comunità, della responsabilità e del rispetto reciproco”.
“Non possiamo impedire all’uomo di avere dentro di sé la possibilità di essere ‘lupo’. Possiamo però scegliere , conclude il senatore , di costruire istituzioni e una cultura politica capaci di favorire l’altra dimensione: quella della solidarietà, della responsabilità e del rispetto della persona.
Alla fine, la domanda non è soltanto chi vogliamo governare, ma quale società vogliamo contribuire a costruire. Una società fondata sulla paura e sulla contrapposizione permanente oppure una comunità nella quale, pur nella diversità delle idee, sia ancora possibile riconoscersi reciprocamente come persone?
Una democrazia forte non è quella nella quale tutti pensano allo stesso modo. È quella nella quale persone che pensano diversamente riescono comunque a confrontarsi, convivere e lavorare per il bene comune. La politica non trasformi dunque l’avversario in un nemico: lo riconosca per ciò che è, un interlocutore con cui confrontarsi nel rispetto delle regole e delle istituzioni”.
