Nuovo taglio al prezzo del diesel da parte di Eni, passando da 2,21 a 2,19 euro al litro

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Nuovo ribasso per il gasolio Eni: il prezzo consigliato ai distributori scende di altri 2 centesimi, passando da 2,21 a 2,19 euro al litro. La riduzione arriva in una fase di forte tensione sui carburanti, dopo la fine dello sconto fiscale sulle accise.


AgenPress. Nuovo taglio al prezzo del diesel da parte di Eni. La compagnia ha deciso di ridurre ancora il prezzo consigliato del gasolio ai distributori del marchio, riportandolo a 2,19 euro al litro, con una diminuzione di 2 centesimi rispetto al precedente listino di 2,21 euro.

La notizia, riportata dall’ANSA il 9 ottobre 2026, segna un nuovo intervento commerciale da parte del gruppo energetico in un momento particolarmente delicato per il mercato dei carburanti. Il prezzo torna così al livello del primo tetto annunciato da Eni lo scorso 25 settembre.

La riduzione arriva dopo gli aumenti registrati nei giorni scorsi, legati soprattutto alla fine dello sconto fiscale sulle accise del diesel. Con la scadenza dell’agevolazione, il 6 ottobre il tetto applicato da Eni al gasolio era stato portato da 2,19 a 2,25 euro al litro.

Successivamente, la compagnia aveva già ridotto il prezzo consigliato a 2,21 euro. Ora arriva un ulteriore taglio di 2 centesimi, che riporta il listino consigliato a 2,19 euro al litro.

È importante distinguere tra il prezzo consigliato ai distributori e il tetto massimo ufficiale: secondo quanto riportato dall’ANSA, quest’ultimo resta fissato a 2,25 euro al litro. Il prezzo effettivamente praticato può quindi variare in base alla stazione di servizio e alle condizioni di vendita.

Il nuovo ribasso si inserisce in un quadro caratterizzato dall’aumento della pressione fiscale sul gasolio. Con la fine dello sconto sulle accise, venuto meno il 6 ottobre, è terminata una riduzione fiscale che valeva circa 6,1 centesimi al litro, IVA compresa.

Il ripristino della tassazione ha contribuito a spingere verso l’alto i prezzi del diesel, aumentando la spesa per automobilisti, lavoratori e imprese che utilizzano quotidianamente veicoli alimentati a gasolio.

In questo contesto, gli interventi commerciali delle compagnie petrolifere rappresentano uno dei pochi strumenti immediati per contenere i rincari alla pompa, in attesa di eventuali nuove misure da parte del governo.

Intanto, resta aperto il confronto sulle possibili iniziative per contenere il costo dei carburanti. Tra le ipotesi considerate dall’esecutivo c’è il ricorso alle cosiddette accise mobili, un meccanismo che potrebbe utilizzare il maggior gettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi dei prodotti energetici per finanziare una riduzione delle imposte sui carburanti.

Il tema è stato nuovamente discusso dopo la scadenza dello sconto fiscale, ma al momento del nuovo taglio annunciato da Eni non risultava ancora adottato un nuovo provvedimento per ripristinare l’agevolazione.

La riduzione di 2 centesimi al litro può sembrare contenuta, ma produce un risparmio concreto sul rifornimento.

  • 20 litri: 40 centesimi in meno.
  • 50 litri: 1 euro in meno.
  • 70 litri: 1,40 euro in meno.

Il risparmio effettivo dipende naturalmente dal prezzo applicato dal singolo distributore e dalla quantità di carburante acquistata.

Il ritorno del prezzo consigliato a 2,19 euro al litro rappresenta un segnale positivo per gli automobilisti, ma non significa che il caro carburanti sia superato. Il mercato resta esposto alle oscillazioni delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e alle decisioni fiscali nazionali.

Per chi deve fare rifornimento, sarà quindi importante controllare i prezzi delle stazioni di servizio della propria zona e verificare eventuali ulteriori riduzioni nei prossimi giorni.

Il dato centrale, al momento, è il nuovo taglio deciso da Eni: il prezzo consigliato del gasolio scende a 2,19 euro al litro, mentre il tetto massimo ufficiale resta a 2,25 euro. Un ribasso che riporta il listino al livello iniziale, ma che lascia ancora aperta la questione del costo dei carburanti in Italia.

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