AgenPress. «Siamo riusciti a escludere l’ANPI dalle commemorazioni del 16 Ottobre, ottenendone l’allontanamento. Da due giorni, come presidente della Comunità Ebraica di Roma, avevo chiesto all’ANPI di non partecipare a un dolore che appartiene alle nostre famiglie e alla nostra comunità.
La loro presenza non era gradita, non si va in casa d’altri durante un lutto senza essere ben accetti. Specialmente se il dolore delle famiglie riguarda una delle pagine più dolorose della nostra storia bimillenaria, il giorno del rastrellamento e della deportazione di 1.022 ebrei nei campi di sterminio.
Soltanto sedici tornarono e nessun bambino. Non c’è dubbio che la decisione dell’ANPI, considerando le nostre prese di posizione ufficiali, sia stata una provocazione. Ed è stato giusto estrometterli dalla cerimonia, per non turbare un momento di sofferenza profonda, il dolore che si rinnova per un’immensa ferita.
Non vogliamo l’ANPI, non solo il 16 Ottobre, ma anche nelle altre occasioni dedicate alla Memoria e alla lotta contro il nazi-fascismo, a cui gli ebrei hanno contribuito con 2000 partigiani. Loro sono arrivati a cancellare la Brigata Ebraica dal corteo del 25 Aprile, e ormai fanno solo politica e hanno più volte manifestato la vicinanza alle piazze Pro-Pal. Non sono più un’Associazione di partigiani impegnata a preservare la memoria, ma un movimento che ne tradisce il ricordo e fa politica.
Apprezzeremo di nuovo l’ANPI quando tornerà a essere la custode autentica della memoria e di un patrimonio ideale condiviso», ha dichiarato Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma
