Nuovo inquietante episodio nella vicenda di Pamela Genini. Nell’abitazione in cui la giovane è stata uccisa sarebbero stati manomessi i sigilli della polizia. Nessun segno evidente di effrazione: prende corpo l’ipotesi che chi sia entrato disponesse delle chiavi
AgenPress. Un nuovo giallo si aggiunge alla drammatica vicenda di Pamela Genini. La casa in cui la giovane è stata assassinata è tornata al centro dell’attenzione investigativa dopo la scoperta della violazione dei sigilli apposti dalle forze dell’ordine. Un episodio inquietante, soprattutto per un dettaglio: chi è entrato nell’abitazione potrebbe aver utilizzato le chiavi, senza dover forzare la porta.
La scoperta sarebbe avvenuta durante un sopralluogo effettuato il 28 ottobre 2026, in occasione della restituzione alla famiglia di alcuni effetti personali della vittima. All’interno dell’appartamento sarebbero stati trovati elementi che hanno immediatamente sollevato interrogativi sulla presenza di estranei dopo il sequestro dell’immobile.
Tra i particolari emersi ci sarebbero anche alcuni guanti in lattice, oltre a scatole e contenitori per gioielli vuoti e sparsi. Circostanze che hanno reso necessario un nuovo intervento degli investigatori e della polizia scientifica.
L’aspetto più delicato riguarda proprio le modalità dell’accesso. Non sarebbero stati individuati evidenti segni di forzatura sulla porta. Da qui il sospetto che la persona entrata nell’abitazione avesse a disposizione una copia delle chiavi.
Un particolare tutt’altro che secondario, considerando che l’appartamento era sottoposto a sequestro e che l’accesso avrebbe dovuto essere rigorosamente controllato.
Resta quindi da capire chi potesse disporre delle chiavi e, soprattutto, per quale ragione qualcuno abbia deciso di entrare in un luogo ancora legato a un’indagine per omicidio.
Dopo la scoperta, l’abitazione sarebbe stata nuovamente sottoposta a sigilli, mentre sono stati avviati ulteriori accertamenti per chiarire la natura dell’intrusione e verificare eventuali tracce lasciate da chi è entrato.
Gli investigatori dovranno stabilire se si sia trattato di un accesso finalizzato a sottrarre oggetti, di una manomissione con altri obiettivi oppure di un episodio riconducibile a circostanze ancora da chiarire. Al momento non risultano pubblicamente identificate le persone responsabili della violazione.
La vicenda assume un significato ancora più inquietante se si considera che, secondo quanto emerso dalle indagini sull’omicidio, anche le chiavi dell’abitazione avevano avuto un ruolo nella ricostruzione dei fatti precedenti al delitto. Ora la domanda è inevitabile: chi aveva la possibilità di entrare nella casa di Pamela dopo l’omicidio?
Un interrogativo al quale gli accertamenti dovranno dare una risposta. Perché la violazione dei sigilli non è soltanto un dettaglio tecnico: rappresenta un nuovo elemento da chiarire in una vicenda che continua a presentare aspetti delicati e inquietanti.
