Storica svolta elettorale nello Stato della Stella Solitaria: il democratico James Talarico batte il repubblicano Ken Paxton e conquista un seggio al Senato federale. Era dal 1988 che un candidato democratico non riusciva a vincere un’elezione per il Senato in Texas. Una sconfitta che coinvolge anche Donald Trump, che aveva sostenuto apertamente il candidato repubblicano
AgenPress. Il Texas non è più un territorio elettoralmente inattaccabile per i repubblicani. James Talarico, 37 anni, deputato democratico dell’assemblea statale, ha conquistato il seggio al Senato degli Stati Uniti sconfiggendo Ken Paxton, procuratore generale del Texas e candidato sostenuto dal presidente Donald Trump. La vittoria interrompe una serie negativa lunga 38 anni: l’ultima volta che i democratici avevano eletto un senatore in Texas era stato nel 1988.
Si tratta di un risultato di grande rilievo per il Partito democratico, che da decenni cercava di conquistare uno dei due seggi texani a Washington. Il successo di Talarico arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per gli equilibri politici americani, con le elezioni di metà mandato che ridisegnano la composizione del Congresso e mettono alla prova il consenso nei confronti della seconda amministrazione Trump.
La sconfitta di Ken Paxton assume un significato particolare proprio per il ruolo giocato dal presidente americano nella competizione. Trump aveva appoggiato Paxton durante le primarie repubblicane, contribuendo alla sua affermazione contro il senatore uscente John Cornyn, in carica dal 2002.
Una scelta che aveva suscitato perplessità anche all’interno del Partito repubblicano. Diversi esponenti del GOP temevano infatti che le controversie giudiziarie e personali che accompagnavano Paxton potessero compromettere la possibilità di mantenere il seggio.
Il procuratore generale del Texas, 63 anni, era stato sottoposto a impeachment nel 2023 da parte della Camera statale, a maggioranza repubblicana, con accuse legate all’abuso della propria funzione. Era stato successivamente assolto dal Senato del Texas. Aveva inoltre affrontato un’indagine federale per presunta corruzione, conclusasi senza incriminazioni.
Nonostante il sostegno di Trump e una massiccia campagna elettorale finanziata da gruppi conservatori, Paxton non è riuscito a prevalere.
Chi è James Talarico
Trentasette anni, ex insegnante di scuola media e seminarista presbiteriano, Talarico rappresenta una nuova generazione di democratici texani. Eletto per la prima volta alla Camera dei rappresentanti del Texas nel 2018, ha costruito la propria campagna su temi economici e sulla lotta alla corruzione.
Il suo messaggio ha cercato di superare la tradizionale contrapposizione tra destra e sinistra, concentrandosi soprattutto sul costo della vita, sulle disuguaglianze economiche e sull’influenza dei grandi finanziatori nella politica americana.
Nel corso della campagna ha attaccato ripetutamente il sistema delle donazioni milionarie e il peso dei miliardari nelle competizioni elettorali, facendo della lotta agli interessi economici più potenti uno dei punti centrali della propria proposta.
Una strategia che, secondo gli exit poll gli ha permesso di raccogliere consensi tra giovani, elettori ispanici, indipendenti e una parte dell’elettorato moderato.
Dopo la vittoria, davanti ai sostenitori riuniti ad Austin, Talarico ha rivendicato il risultato con queste parole: «Abbiamo ripreso il Texas».
La competizione texana è stata una delle più costose della storia elettorale americana. I gruppi repubblicani hanno investito oltre 281 milioni di dollari in pubblicità e iniziative a sostegno di Paxton, mentre il fronte democratico ha mobilitato ingenti risorse per sostenere Talarico.
Anche Elon Musk è intervenuto finanziariamente a favore dei repubblicani, attraverso contributi a organizzazioni politiche impegnate nella competizione.
La posta in gioco andava ben oltre il singolo seggio. I repubblicani erano entrati nelle elezioni con una maggioranza di 53 a 47 al Senato e i democratici avevano bisogno di conquistare quattro seggi aggiuntivi per ottenere il controllo dell’aula.
La vittoria in Texas modifica quindi sensibilmente gli equilibri della battaglia nazionale per il Congresso.
Il successo di Talarico riapre una questione che accompagna da anni la politica americana: il possibile cambiamento degli equilibri elettorali in Texas, uno degli Stati più popolosi e importanti degli Stati Uniti.
Donald Trump aveva conquistato il Texas nel 2024 con un vantaggio di 14 punti percentuali. La vittoria democratica al Senato dimostra che il consenso repubblicano non è necessariamente garantito, neppure in uno Stato tradizionalmente conservatore.
Per i democratici, il risultato rappresenta una conquista storica dopo decenni di sconfitte. Per Trump, invece, la battuta d’arresto riguarda direttamente una candidatura sulla quale aveva investito il proprio prestigio politico.
Il Texas resta uno Stato profondamente diviso, ma una certezza emerge dalle urne del 3 novembre: dopo 38 anni, i democratici tornano a conquistare un seggio al Senato federale e Ken Paxton non riuscirà a rappresentare lo Stato a Washington.
