Wall Street, crollo della Borsa americana. Trump attacca i democratici: “Non è colpa dei repubblicani, ma degli stupidi democratici”

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AgenPress. Giornata pesante per Wall Street, con i principali indici della Borsa americana travolti da una forte ondata di vendite. Il ribasso ha colpito soprattutto il comparto tecnologico e i titoli legati all’intelligenza artificiale, alimentando le preoccupazioni degli investitori sulle prospettive del settore e sulle possibili conseguenze del nuovo scenario politico dopo la vittoria dei democratici alle elezioni di metà mandato.

A intervenire sulla vicenda è stato anche il presidente Donald Trump, che attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social ha commentato duramente l’andamento dei mercati, collegando le perdite ai risultati elettorali e alle conseguenze sui risparmi pensionistici degli americani. «È davvero triste assistere a tutto questo!», ha scritto il presidente, sostenendo che il lavoro compiuto per portare i mercati a livelli elevati sia stato compromesso dagli ultimi risultati elettorali.

Trump ha poi fatto riferimento ai piani pensionistici dei cittadini, in particolare ai 401(k), i fondi previdenziali molto diffusi negli Stati Uniti e spesso investiti in azioni e fondi indicizzati. «I vostri 401(k) sono quindi scesi. Ricordate: non è colpa dei repubblicani, ma degli stupidi democratici», ha aggiunto, utilizzando il termine dispregiativo «Dumocrats» per attaccare gli avversari politici.

Il presidente ha comunque cercato di rassicurare gli investitori, sostenendo che il mercato tornerà presto a crescere e diventerà «più grande e più forte che mai». I numeri della seduta di giovedì 5 novembre fotografano una giornata particolarmente difficile: il Dow Jones ha perso 1.833 punti, pari al 3,44%, chiudendo a 51.523 punti; l’S&P 500 ha ceduto il 4,36%, mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno il 5,52%, scendendo a circa 24.315 punti.

Per l’indice tecnologico si è trattato della peggiore seduta da aprile 2025. A pesare sono state soprattutto le vendite sui titoli dei semiconduttori e delle società impegnate nello sviluppo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Tra le preoccupazioni degli operatori finanziari c’è la possibilità che il nuovo equilibrio politico al Congresso favorisca regole più restrittive per il settore tecnologico, in particolare per la costruzione dei data center, fondamentali per sostenere l’espansione dell’intelligenza artificiale. Gli investitori temono che eventuali nuove limitazioni possano rallentare gli investimenti e ridurre le prospettive di crescita delle aziende coinvolte.

La lettura di Trump attribuisce dunque ai risultati elettorali la responsabilità del crollo, ma gli analisti indicano anche altri fattori, tra cui le valutazioni elevate delle società tecnologiche, le incertezze sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e le prospettive di rendimento del settore. La giornata negativa ha inoltre cancellato i guadagni registrati nella seduta precedente, quando Wall Street aveva reagito positivamente ai risultati elettorali. Per Trump, che ha spesso utilizzato i record della Borsa come indicatore dei risultati economici della propria amministrazione, la nuova caduta rappresenta anche un problema sul piano politico.

Il presidente ha scelto di scaricare sui democratici la responsabilità delle perdite, mentre milioni di americani guardano con attenzione all’andamento dei propri risparmi e degli investimenti destinati alla pensione. Una partita che, con il nuovo Congresso pronto a insediarsi a gennaio, rischia di intrecciarsi sempre più strettamente con il confronto politico tra Casa Bianca e opposizione.

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