L’uomo, identificato come Ronny Yordrix Guanipa Chrinos, è di nazionalità venezuelana. Secondo il Dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti, era entrato illegalmente nel Paese nel marzo 2024. A bordo del veicolo, segnalato come rubato, gli agenti hanno trovato un fucile, due pistole e decine di munizioni
AgenPress. Momenti di tensione nei pressi della Casa Bianca, dove giovedì sera gli agenti del Secret Service hanno arrestato un uomo sospettato di aver minacciato di uccidere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il fermo è avvenuto dopo che le forze dell’ordine hanno individuato un veicolo sospetto parcheggiato lungo Constitution Avenue, nelle vicinanze del complesso presidenziale.
L’uomo è stato identificato come Ronny Yordrix Guanipa Chrinos, cittadino venezuelano. Secondo quanto riferito dal Dipartimento per la Sicurezza interna (DHS), durante il controllo avrebbe dichiarato agli agenti di sentire delle voci che gli ordinavano di recarsi a Washington per uccidere il presidente Trump.
La situazione è diventata ancora più delicata quando gli agenti hanno scoperto che il veicolo sul quale si trovava l’uomo risultava rubato. Durante la perquisizione, le forze dell’ordine hanno rinvenuto tre armi da fuoco: un fucile in stile AR-15 e due pistole, oltre a decine di munizioni.
Secondo le ricostruzioni diffuse dalle autorità statunitensi, l’uomo avrebbe ammesso la presenza delle armi all’interno dell’automobile. Gli agenti sono quindi intervenuti procedendo al suo arresto senza che, secondo le informazioni disponibili, si verificassero sparatorie o ferimenti.
Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha identificato il sospettato come un cittadino venezuelano entrato illegalmente negli Stati Uniti attraverso il Texas nel marzo 2024. Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, l’uomo era già stato fermato dalla polizia di frontiera americana, ma successivamente era stato rilasciato.
Dopo l’arresto, nei suoi confronti sono state formulate diverse accuse, tra cui violazioni della normativa sulle armi da fuoco, porto illegale di pistola, trasporto illecito di armi, utilizzo non autorizzato di un veicolo e ricettazione.
L’uomo si trova attualmente sotto la custodia degli US Marshals. Le autorità dell’immigrazione hanno inoltre avviato le procedure per mantenerlo in stato di detenzione ai fini di eventuali provvedimenti migratori.
L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza del presidente americano e sulla protezione dell’area circostante la Casa Bianca, uno dei luoghi maggiormente sorvegliati degli Stati Uniti.
Il direttore del Secret Service, Sean Curran, ha sottolineato come l’intervento dimostri l’importanza della preparazione e dell’esperienza degli agenti nel gestire situazioni potenzialmente pericolose.
Anche il segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin ha elogiato il lavoro degli uomini del Secret Service, sottolineando che l’arresto ha permesso di fermare un individuo armato prima che potesse provocare conseguenze più gravi.
Le indagini proseguono per chiarire tutti i dettagli della vicenda e ricostruire le circostanze che hanno portato l’uomo a trovarsi nei pressi della residenza presidenziale con un veicolo rubato e diverse armi a bordo.
