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A rischio gli esami dei corsi e le attività corsuali di “istruzione non formale”

Agenpress. La Conferenza delle Regioni  ha aggiornato le “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive” tra esse quella della . Formazione Professionale”

Il presidente della Federazione degli enti di istruzione, dott. Luca Paladino, evidenzia che le schede  contengono indirizzi operativi specifici per i singoli settori di attività, finalizzati a fornire uno strumento sintetico ed immediato di applicazione delle misure di prevenzione e contenimento di carattere generale, per sostenere un modello di ripresa delle attività economiche e produttive, compatibile con la tutela della salute di utenti e dei lavoratori. Il presidente Evidenzia che la scheda  che afferisce alla “Formazione Professionale”  riporta indicazioni da applicare alle attività formative da realizzare nei diversi contesti (aula, laboratori ed imprese) comprese gli esami finali teorico-pratici.

Il dott. Paladino sottolinea che vengono indicati i percorsi  di istruzione e formazione finalizzati al conseguimento di una qualifica e  tutte le altre attività corsuali che  rientrano nel sistema educativo regionale, ai percorsi di formazione ed orientamento  per il rinserimento  lavorativo degli adulti  e quelli che afferiscono alla formazione permanente, non includendo in maniera chiara i corsi non ordinamentali.

Cinque regioni, tra cui  la Regione Lazio,  riprendendo la predetta elencazione,  con propria Ordinanza hanno stabilito ripresa dell’attività, evidenziato che tra i percorsi,  a cui la predetta scheda si riferisce,  sono da includersi tutte le “attività corsistica” individuale e collettiva avente modalità di erogazione e fruizione in aula”. Ben chiarendo che le indicazioni  relative  alla prevenzione e  contenimento  del Covid 19,  afferiscono anche a tutte le attività corsuali di  “istruzione non formale” quali, a  esempio quelle dei corsi di lingua, informatica, grafica, ecc. gestisti  sia da enti pubblici che da privati.

Con una lettera aperta  al Consiglio dei Ministri la FIDEF,  unitamente alla Confederazione CIU Union Quadri, la sede di  rappresentanza in Italia dell’ Università di Cambridge e le associazioni di categoria  AISLI, AIBSE e del sindacato ConfalScuola sollecitano il Governo a recepire le indicazioni approvate all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni, evidenzi alle attività indicate con la scheda “Formazione Professionale”  vanno ad applicarsi a tutti i corsi non regolamentati come sopra evidenziati. Corsi che e rientrano nel sistema articolato e coerente del lifelong learning, così come individuato dall’Unione Europea, quale “formazione lungo tutto l’arco della vita”, come ribadito dal Consiglio Europeo di Lisbona e  con la “Dichiarazione di Copenhagen”. Lappello evidenzia che nonostante la chiusura delle scuole di questi mesi, gli studenti hanno continuato i loro percorsi di preparazione agli esami, grazie anche ad un encomiabile supporto dei loro insegnanti. Tale impegno potrebbe ora risultare vano qualora gli studenti non riuscissero a sostenere i loro esami ed ottenere la Cerificazione che aprirà loro le porte  del lavoro o alla frequenza di corsi e mastre universitari.

Nonostante la chiusura delle scuole di questi mesi, gli studenti hanno continuato i loro percorsi di formazione e di preparazione agli esami, grazie anche ad un encomiabile supporto dei loro insegnanti. Tale impegno potrebbe ora risultare vano qualora gli studenti non riuscissero a sostenere i loro esami.

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