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Appello di Don Buonaiuto: “Trasferire subito in ospedale gli anziani ospiti nelle RSA positivi al Covid”

AgenPress. Tredici decessi in pochi giorni nella casa di riposo “Vittorio Emanuele II” di Fabriano. Il boom nazionale di casi e l’appello al governo di don Aldo Buonaiuto.

Nonostante l’encomiabile impegno dei tanti operatori impegnati all’interno delle Rsa c’è un grido che sembra non trovare ascolto. E’ quello di queste strutture nelle quali divampano focolai di Covid che provocano strazianti picchi di letalità.  E’ in costante e inesorabile aumento il numero dei nuovi positivi e dei decessi (riportati quotidianamente dai bollettini delle Regioni) nelle Residenze sanitarie assistenziali. Don Aldo Buonaiuto, sacerdote di frontiera dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, lancia un accorato appello al governo e alle Regioni.

“Occorre intervenire subito per trasferire negli ospedali gli ospiti delle Rsa positivi al Covid. Le Rsa non sono strutture mediche, bensì case sociali nelle quali trascorrono la terza età migliaia di italiani. E dove è impossibile fornire quell’assistenza continuativa e specialistica che invece è indispensabile in una condizione grave come la positività al Covid- afferma a Interris.it don Buonaiuto-. Si tratta di soggetti fragili e quasi sempre affetti da altre patologie croniche, perciò hanno bisogno immediatamente di cure in strutture sanitarie specializzate. Lasciare nelle Rsa gli ammalati di Covid significa condannarli a morte. Sono i soggetti più vulnerabili e perciò vanno subito ricoverati in ospedale appena emerge la loro positività. Le istituzioni, ai vari livelli, devono farsi carico di una decisione tempestiva che non può che essere un ordine di trasferimento in ospedale”. Puntualizza don Buonaiuto: “La strage silenziosa nelle Rsa è una terrificante condizione diffusa in tutta Italia e chiama in causa fondamentali ragioni umanitarie e di salute pubblica. Nonostante le cure e le attenzioni degli operatori delle Rsa, la situazione è inaccettabile. E in condizioni di emergenza bisogna dare risposte appropriate. Attorno alla tragedia individuale e collettiva che si consuma nelle Rsa si è determinato un angoscioso vuoto, alimentato anche dalla necessaria chiusura delle residenze alle visite dei familiari. Nelle Rsa gli anziani positivi al Covid non possono essere curati come è dovere civico fare. E’ un diritto per chi tanto ha contribuito al benessere generale non essere abbandonato nell’indifferenza e nella mancata presa in carico da parte delle autorità sanitarie territoriali e nazionali”.

E’ la tragedia in corso alla casa di riposo “Vittorio Emanuele II” di Fabriano, in provincia di Ancona, dove in due giorni sono morti sette anziani (tredici in totale di due settimane). Qui sta colpendo in modo estremamente violento l’onda di decessi che sconvolge le residenze sanitarie assistenziali in tutta Italia. Invoca don Buonaiuto che è parroco proprio nel comune marchigiano: “Per la Rsa di Fabriano nello specifico il governo e la Regione Marche intervengano immediatamente perché non prosegua questa strage silenziosa degli innocenti. Mi appello al ministro della Salute, Roberto Speranza e al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli affinché non scenda un silenzio di morte sui più fragili dei nostri fratelli. Ognuno di loro è nostro genitore ed evangelicamente ha diritto di ricevere la nostra attenzione e le più sollecite e qualificate cure. Non si chiede per carità ciò va fatto per giustizia. La dignità della persona non consente ritardi,. contrattazioni e rimpalli di responsabilità. La gente non dimenticherà ciò che non viene fatto a questi piccoli. Gli anziani ammalati di Covid nelle Rsa non possono più aspettare“.

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