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Bassetti: “La vaccinazione oggi è un’assicurazione sulla vita”

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GUARDARE L’INDICE RT OGGI SERVE A POCO. DOBBIAMO MONITORARE LE OSPEDALIZZAZIONI E SOPRATTUTTO QUELLE IN TERAPIA INTENSIVA


AgenPress. Il prof. Matteo Bassetti è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle sei del mattino e in onda anche su Rai 2 dal lunedì al venerdì più o meno tra la mezzanotte e trenta e le due.

Parlando della pandemia da covid 19, Bassetti ha fatto il punto della situazione: “Cosa mi aspetto nelle prossime settimane? Avremo dei casi che arriveranno all’ospedalizzazione ma credo che alla fine sarà un autunno che affronteremo molto meglio rispetto a quello passato perchè a differenza di un anno fa ora abbiamo i vaccini che già in estate hanno dato prova della loro efficacia. Io guardo sempre a quello che succede in Paesi che hanno iniziato la vaccinazione prima di noi. In Inghilterra ci sono 30-40.000 casi al giorno, ma grazie ai vaccini la situazione legata alle ospedalizzazioni rimane tranquilla. Chi non si è ancora vaccinato lo invito a farlo. L’immunità di gregge? Con la variante delta evidentemente è una chimera, nel senso che è difficile parlare di immunità di gregge con un virus che per ogni caso contagia altre sette, otto persone. Io credo che oggi quella parte che non è vaccinata che è ancora troppo importante finisca per non ricevere una protezione passiva da quelli che sono vaccinati. Evitiamo di parlare di immunità di gregge, nasce per una malattia molto diversa, il morbillo o la varicella, e pensiamo ad una immunità che tenda a coprire il più possibile delle persone. Io ambirei ad avere il 90 percento di persone vaccinate. La vaccinazione non è lo strumento che impedisce i contagi, no, la vaccinazione è lo strumento che ci salva la vita. Ci evita di finire in rianimazione, di avere la forma grave. Fare la vaccinazione oggi è una assicurazione sulla vita”.

Ancora Bassetti: “Andare a guardare l’indice RT oggi serve a poco. Ci serve guardare il dato delle ospedalizzazioni e soprattutto quelle in terapia intensiva. Perchè in ospedale abbiamo tanti che hanno il tampone positivo che arrivano per problemi diversi dal Covid. C’è chi ha una frattura o problemi di cuore e hanno il tampone positivo. Questi non andrebbero contati a mio parere nel numero delle ospedalizzazioni. Dovremmo contare solo chi va in ospedale per la polmonite da Sars-Cov2. Se faremo questa distinzione la situazione sarà sicuramente più facilmente affrontabile da parte di tutti. Rendere obbligatoria la vaccinazione? Parlare, ne abbiamo parlato abbastanza. Io credo che non sia vaccinato oggi difficilmente si convincerà. Trovo una responsabilità grandissima anche da parte dei miei colleghi medici. Ogni giorno arriva nel mio reparto qualcuno a cui il vaccino è stato sconsigliato per motivi incomprensibili. A questi medici consiglio di tornare a studiare. Purtroppo ci sono molti medici che ancora non hanno capito quanto è importante la vaccinazione come funziona. Il green pass ha funzionato, è stato un ottimo incentivo alla vaccinazione. Io sono contento dell’obiettivo del green pass, che non è quello di azzerare il rischio per chi va allo stadio o al cinema, ma è quello di abbassare il rischio e di stimolare le persone alla vaccinazione”.

Sulle minacce ricevute dai no vax: “Come si vive in questo momento? Male, perché questi delinquenti hanno messo in mezzo non solo il sottoscritto, ma anche la mia famiglia. Questo dimostra quanto siano vili e codardi nel loro modo di agire”.

Su quando sarà possibile immaginare la fine della pandemia: “Chi fa il medico non deve fare previsioni, tuttavia le pandemie in genere durano due anni. Alcuni paesi, tipo l’Inghilterra, ne stanno già uscendo. Ci vorrà secondo me un altro autunno-inverno. Credo che dobbiamo avere un altro po’ di pazienza per il prossimo autunno inverno, senza ovviamente sentire mai più la parola lockdown. Una parola che deve essere dimenticata. Speriamo di poter tornare dalla prossima primavera a quella che era la vita prima del covid, senza però dimenticare alcuni insegnamenti che devono diventare nostri compagni di viaggio per il futuro”.

 

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