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Caccia. Italia a serio rischio infrazione europea per la tortora selvatica

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AgenPress – “E’ molto concreto il rischio che l’Italia diventi oggetto di una procedura di infrazione europea per la caccia alla tortora selvatica, come accaduto per Francia e Spagna”. Lo dichiara la Lipu-BirdLife Italia a proposito della preapertura della caccia, concessa da oggi 1° settembre da tutte le regioni italiane con l’eccezione di Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia (seppur la provincia di Brescia le abbia previste su cornacchia nera e grigia) e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Sono ben 16 le regioni che stanno dando il via anticipato alla stagione di caccia con l’autorizzazione ad abbattere, tra le altre specie, la tortora selvatica. Un fatto particolarmente grave considerato lo stato di salute molto negativo di questa specie. In Veneto pero’ non si potrà sparare in preapertura: Il Tar ha accolto il ricorso di Lipu, Wwf, Enpa, Lav e Lac e non si potranno cacciare cinque tra le specie cacciabili inserite nel calendario: ghiandaia, tortora selvatica, cornacchia nera, cornacchia grigia e gazza.

La caccia alla tortora selvatica è autorizzata nonostante le richieste internazionali di moratoria, l’opposizione del ministero dell’Ambiente italiano, il Piano di gestione nazionale della specie (che sconsiglia le preaperture) e il parere negativo da parte dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Un’incredibile serie di divieti che le regioni hanno inteso disattendere, a dimostrazione della totale sudditanza culturale e politica nei confronti del mondo venatorio.

Si tratta di una situazione che mette a ulteriore rischio una specie classificata come “Spec 1’” (ossia minacciata a livello globale) e come “Vulnerabile’” dalla Lista rossa, e che versa in un cattivo stato di conservazione.

Non è solo la tortora ad essere colpita dalle preaperture. Sono infatti 12 le specie che da domani verranno cacciate: troviamo anche cornacchia grigia, cornacchia nera, gazza, ghiandaia, colombaccio, merlo, alzavola, beccaccino, marzaiola, quaglia e germano reale. Piemonte e Basilicata le regioni con il maggior numero di giornate di caccia in preapertura, ben 8, seguite dalle Marche (7) ed Emilia-Romagna (5).

“La persistente caccia alla tortora selvatica – dichiara Aldo Verner, presidente della Lipu-BirdLife Italia – espone l’Italia alla concreta ipotesi di procedura di infrazione da parte della Commissione europea, che sulla materia ha già proceduto contro la Francia e la Spagna. Gran parte dell’Europa è impegnata a far sì che la tortora selvatica possa essere salvata, ma non le regioni italiane, che tra stratagemmi e scorrettezze ancora una volta hanno favorito i cacciatori, mancando al ruolo primario di protezione della natura. Un atteggiamento grave, al limite del costituzionale, che stiamo valutando attentamente per agire di conseguenza”.

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