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Coronavirus. La Cina teme nuovi contagi dagli stranieri. Africani discriminati e sfrattati

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Agenpress  – La Cina epicentro del coronavirus,  da alcuni giorni teme una seconda ondata, soprattutto a causa dei casi importati, in continua crescita. Oggi le autorità sanitarie hanno riferito che dei 46 nuovi casi contagio nelle ultime 24 ore, 42 sono di persone di rientro dall’estero. Tanto che nei giorni scorsi il presidente Xi Jinping ha esortato le autorità a controllare attentamente i casi importati da altri paesi.

All’inizio di marzo, c’erano solo 150 casi. Ora ce ne sono 990, molti importati dall’estero. Allo stesso tempo, le stesse autorità cinesi rilevano che la stragrande maggioranza dei casi importati sono persone con passaporto cinese di rientro dall’estero.

La comunità africana nella città cinese meridionale di Guangzhou denuncia di essere discriminata, a causa dell’epidemia di coronavirus. La Cnn spiega che ci sono resoconti diffusi sui social media di persone che sono rimaste senza casa questa settimana, perché gli avvertimenti delle autorità di Pechino contro i casi importati hanno suscitato sentimenti anti-stranieri.

A Guangzhou, dove è presente la più grande percentuale di africani di tutta la Cina, l’emittente americana ha intervistato decine di persone. Molte di loro hanno raccontato di essere state sfrattate dalle loro case dai proprietari o allontanate dagli hotel, nonostante sostenessero di non avere precedenti di viaggio o contatti noti con i pazienti Covid-19.

Tra le altre testimonianze, test casuali o quarantena obbligatoria in casa, senza avere sintomi o contatto con pazienti noti. Il ministero degli Esteri ha invece sottolineato che “Cina e paesi africani sin dall’inizio dell’epidemia continuano a sostenersi e il governo tratta tutti gli stranieri allo stesso modo e si oppone a pratiche differenziate per gruppi specifici”.

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