Fiano (PD): “Azione di Letta coerente con quanto dichiarato, finora c’è unità”

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AgenPress. Emanuele Fiano, deputato del PD, è intervenuto nella trasmissione “Restart”, condotta da Aurora Vena su Cusano Italia Tv (ch. 264 dtt).

Sul rinnovamento del Pd. “Trovo che sia coerente l’azione del segretario Letta –ha affermato Fiano-. Lui è stato chiamato, faceva un altro lavoro, aveva avuto un taglio drammatico con la politica, gli è stato detto che il Pd rischiava una crisi e bisognava riorganizzare il partito. E’ stato eletto all’unanimità dall’assemblea del Pd, nel suo discorso aveva detto: ho delle idee, le voglio applicare rapidamente e le ha applicate. I primi 30 giorni dell’avvio di una nuova guida di una comunità politica sono fondamentali, devi imprimere il segno e lui lo sta facendo, riscontrando una significativa unità in questo momento che credo continuerà in questa fase”.

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Sul cambio dei capigruppo di Camera e Senato. “Reazione Marcucci? Comprendo la sua amarezza, ognuno ha il suo modo di reagire ad eventi così drastici di cambiamento della propria funzione. In genere in politica arrivano dei cambi o perché c’è un evento come le dimissioni di Zingaretti o perché c’è una bocciatura politica. Nel caso di Marcucci e Delrio è stato chiesto di fare un passo indietro per una questione europea, perché in Europa non esiste che un partito abbia ai vertici solo uomini. E’ stato un cambiamento repentino, ognuno reagisce nei modi e nei termini che ritiene più adatti, bisogna rispettare tutte le reazioni, ma alla fine il risultato è stato conseguito. Sarebbe stato drammatico se la risposta fosse stata no alla richiesta del segretario. Mi preme ringraziare per il loro lavoro Marcucci e Delrio. Scelta calata dall’alto? In tutte le ultime occasioni in cui abbiamo votato i capigruppo, il segretario ha sempre fatto la sua proposta. Letta non ha indicato i nomi, ha espresso la richiesta di un cambiamento”.

Basta con gli ex. “Ha detto bene Letta: basta con la questione degli ex. Chi di noi ha collaborato con la segreteria di Renzi non è un ex, al contrario, chi ha detto di no alla scelta politica di Renzi di uscire dal Pd dovrebbe essere ringraziato. La fase degli ex e dell’odio verso chi ha idee diverse all’interno del partito deve essere bandita”.

Sull’alleanza Pd-M5S e il dialogo con Renzi. “Sono sempre stato un sostenitore della vocazione maggioritaria di questo partito, che nasce per uscire dai recinti ideologici del 900, in un’evoluzione della sinistra più aperta, liberale, che guarda trasversalmente tutta la società. A questo ha corrisposto l’adesione ad una legge elettorale di tipo maggioritario, in questa visione Enrico Letta propone a tutti i protagonisti che prima dopo o durante hanno fatto parte dello schieramento di centrosinistra di verificare se ci sono le condizioni per stare insieme. Letta vuole riproporre una sorta di bipolarismo. Renzi nel 2019 spinse per un accordo col M5S per formare un governo ed evitare che la destra andasse al governo, è lui ora che deve decidere da che parte stare. La battaglia del centrosinistra italiano ed europeo deve essere contro il rischio di populismo e sovranismo”.

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Sul candidato premier. “La storia del Pd è una storia di elezioni primarie, anche nel caso di una coalizione, per fare scegliere agli elettori chi deve essere il candidato premier. Abbiamo avuto primarie tra Bertinotti e Prodi, si possono fare anche tra Letta e Conte. L’altro metodo è quello che in genere usa il centrodestra, con il leader che viene scelto dopo le elezioni a seconda del partito che prende più voti. Se andremo alle elezioni con delle coalizioni secondo me dovremmo decidere prima chi proporre come candidato premier”.

Sulle elezioni a Roma. “Penso che in politica debbano essere superate le questioni personali se si sta in alleanza e fatte prevalere le ragioni dell’alleanza. Qualora si dovessero individuale nelle città candidature che possono farci pensare di vincere dobbiamo ragionarci”.

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