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Giustizia. Cartabia, la riforma deve essere fatta, con gli aggiustamenti tecnici necessari

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AgenPress – “Status quo non è un’opzione sul tavolo. Dopo quanto ho sentito su numeri delle pendenze, i tempi delle definizioni dei giudizi, i tempi delle trasmissioni degli atti, mi domando: possiamo noi stare inerti e fermi di fronte a una Giustizia che non è un Frecciarossa che in un’ora e dieci ci porta da Napoli a Roma, che non deve fermarsi mai nelle campagne di Frosinone, ma possiamo restare sul calesse perché Frecciarossa non si inceppi?”

Queste le parole del ministro della Giustizia Marta Cartabia, che oggi ha incontrato nel Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli i capi degli uffici giudiziaria della Corte di Appello partenopea. “Le forze politiche spingono in direzioni opposte. Ma la riforma deve essere fatta, con gli aggiustamenti tecnici necessari, perché lo status quo non può rimanere tale” ha ribadito Cartabia.

“So molto bene che i termini che sono stati indicati sono esigenti per queste realtà, – ha aggiunto –  perché partiamo da un ritardo enorme, ma non sono termini inventati, sono quelli che il nostro ordinamento e l’Europa definisce come termini della ragionevole durata del processo, che è un principio costituzionale”.

“Io credo che siamo di fronte a un’occasione unica, non perdiamo il treno del recovery che sta passando, non facciamoci intrappolare in quello che è accaduto da decenni sulla giustizia italiana. Non possiamo stare fermi, – ha detto ancora Cartabia – abbiamo occasione di metterci in moto anche perché mai come in questo momento sono state mobilitate tante risorse che possono far fronte ai problemi”.

Cartabia, ha anche illustrato un progetto al quale il ministero sta lavorando che riguarda i magistrati in pensione o che si stanno approssimando alla quiescenza.

“Altra idea a cui stiamo lavorando, – ha detto il ministro – qualcuno me lo ha presentato anche come un desiderio di alcuni magistrati che sono in età pensionabile, di mettersi a disposizione”.”Non so se sarà possibile, – ha specificato Cartabia – se il Csm sarà d’accordo, ma è un’altra idea: una task force di solidarietà nazionale che potrebbe essere d’aiuto, sempre se ci sarà disponibilità”.

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