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Nomine Asl Lazio. Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato indagati per abuso d’ufficio

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AgenPress – Il gip del tribunale di Roma ha notificato la proroga delle indagini che vede coinvolte nove persone, tra cui il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, in merito alla vicenda relativa ad alcune nomine di dirigenti della Asl. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e l’ipotesi di reato è quella di abuso d’ufficio. Le indagini sono cominciate in seguito a un esposto presentato mesi fa da Fratelli d’Italia e che riguarda la nomina di un dirigente che non avrebbe avuto i requisiti necessari per ricevere l’incarico.

Il gip della Capitale ha notificato la proroga delle indagini anche per altre 7 persone. Tra questi spunta il nome di Andrea Tardiola, segretario della giunta della Regione, di Renato Botti, all’epoca dei fatti responsabile della direzione della Salute della Regione Lazio e di Vincenzo Panella, direttore generale dell’ospedale Umberto I. Ora è tutto nelle mani della Procura che dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati o sollecitare l’archiviazione del procedimento.

Sulla vicenda Il 12 agosto 2019 Antonio Aurigemma, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, aveva presentato un’interrogazione sulla vicenda delle nomine nelle Asl firmate Zingaretti.

L’assessore D’Amato, ricorda ora il Corriere, rispose all’interrogazione di Fratelli d’Italia nel novembre dello stesso anno.

L’assessore di Zingaretti sostenne che l’atto era “pienamente legittimo all’interno del quadro nazionale”.

”La gran parte delle Regioni italiane – argomentò D’Amato – ha adottato un’analoga metodologia, sia Regioni governate dal centrodestra, sia Regioni governate dal centrosinistra, come Toscana, Umbria, adesso passata a un nuovo governo, ed altre ancora”.

”Vi è stata un’interpretazione estensiva per dar modo a un’ampia platea di professionisti di partecipare all’Albo dei direttori amministrativi, per poi eventualmente essere presi da quest’Albo”, concluse D’Amato.

 

 

 

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