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Scuola. Gli studenti manifestano in 80 piazze. Siamo la generazione zero, ignorata da tutta la politica, siamo stufi

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AgenPress – “Il futuro è nostro, ripartiamo da zero”, è lo slogan della manifestazione. Secondo quanto riferito dalla “Rete degli Studenti Medi”, a Roma circa 3mila giovani si sono riuniti a Piramide in un corteo diretto fino al Ministero.

“Siamo qui perché siamo la generazione zero, ignorata da tutta la politica, siamo qui perché siamo stufi di un sistema scolastico che non funziona”.
Sono le parole urlate al megafono da Valeria, studentessa del liceo ‘Albertelli’, al corteo studentesco ‘Ma quale futuro? Ripartiamo dalla scuola’, che si è svolto stamattina a Roma (e in altre 80 città italiane),partito alle ore 10 da Piramide per poi fermarsi al ministero dell’Istruzione.

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“Siamo qui per dimostrare che invece siamo noi la generazione da cui bisogna ripartire – ha proseguito Valeria – siamo qui perché vogliamo degli investimenti reali nella scuola, perché siamo stufi delle scuole che cadono a pezzi, siano stufi di questi orari disumani, e siamo qui per gridarlo a gran voce! Non siamo solo voti e numeri ed è stressante stare tra i banchi di scuole con l’unico obiettivo della valutazione o di un esame di maturità. Non dobbiamo stare al di sotto della piramide della scuola, ma al vertice. Vogliamo ribaltare il sistema perché noi siamo la generazione dalla quale bisogna ripartire e vogliamo essere messi al primo posto. Se non avremo risposte dal governo, continueremo a manifestare, anche a costo di fare lezioni fuori dalla scuola. Adesso, con questa grande sfida del Pnrr, pretendiamo che ci siano dei fondi per l’istruzione, perché non è possibile andare avanti così”.

80 le piazze organizzate da Unione Degli Studenti, Rete della Conoscenza e LInk – Coordinamento Universitario, che si mobiliteranno in tutto il Paese contro la legge di bilancio e per richiedere maggiori investimenti sul diritto allo studio e un cambiamento strutturale del sistema di istruzione pubblica: “Oggi siamo in piazza perché vogliamo portare al centro i nostri bisogni e le nostre proposte, la politica ci deve ascoltare” affermano, in una nota, gli studenti. In alcune città le questure hanno vietato all’ultimo le manifestazioni o imposto variazioni di percorso e modalità. “La mobilitazione di oggi – spiegano – è anche una risposta al tentativo di stretta repressiva operato dal ministero dell’Interno con la direttiva del 10 novembre: non siamo disposti a lasciare che la nostra protesta venga invisibilizzata” continua Manuel Masucci, della Rete della Conoscenza Milano, Torino, Roma e Napoli.

Anche a Milano, come in altre città italiane, gli studenti sono scesi in piazza per chiedere una scuola diversa, più sicura, con più investimenti per il diritto allo studio, per i trasporti pubblici e per una nuova didattica e un nuovo sistema di valutazione, come è spiegato nel Manifesto del Futuro lanciato in occasione della mobilitazione.

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A Torino il corteo nel centro cittadino è aperto dallo striscione con la scritta: “Siamo il futuro ma senza un futuro”. ‘Last’ e ‘Studenti Indipendenti’ le sigle che hanno indetto l’iniziativa.  Una grande partecipazione si registra a Palermo e in tutta la Sicilia dopo i crolli degli edifici negli scorsi giorni. Cortei sono in corso poi anche a Genova, Taranto, Cagliari e in tutto il Veneto.

“Oggi siamo in piazza perché vogliamo portare al centro i nostri bisogni e le nostre proposte, la politica ci deve ascoltare” dichiarano gli studenti. “Per l’ennesima volta siamo rientrati a scuola e tutte le carenze strutturali del nostro sistema educativo si sono mostrate – dichiara Luca Redolfi coordinatore dell’Unione degli Studenti – scuole pericolanti, trasporti affollati e insufficienti, didattica nozionistica, diritto allo studio negato, sono solo alcuni dei motivi per i quali il oggi le studentesse e gli studenti si sono mobilitati in tutto il paese.

È necessaria una riforma totale del mondo dell’istruzione, che sappia rinnovare la didattica e immaginare un nuovo modello di scuola inclusiva che sappia trasformare la società”.

In piazza anche gli studenti universitari. Lorenzo Morandi di Link Coordinamento Universitario dichiara: “Dopo la pandemia ci saremmo aspettati una risposta significativa dal governo ai bisogni degli studenti e invece in legge di bilancio non c’è nemmeno un euro per noi. Vogliamo l’innalzamento della no tax area per le tasse universitarie almeno a 30.000 di ISEE, verso la gratuità dell’istruzione; vogliamo agevolazioni e misure reali di sostegno sugli affitti e sui trasporti, fondi per ampliare e riqualificare gli spazi universitari.”

Gli studenti, inoltre, pongono l’accento sulla necessità di un cambio di rotta generale, a partire dal ripensamento dell’ultima legge di bilancio: “Questa legge di bilancio è l’ennesima dimostrazione che il governo non ha alcun interesse nel rispondere ai bisogni della popolazione. Per la nostra generazione non ci sono neanche le briciole: contro gli attacchi al reddito e al lavoro che questo governo sta portando avanti, vogliamo un futuro libero dalla precarietà e strumenti di welfare incondizionati che permettano a noi giovani di emanciparsi davvero” continua Arianna Petrosino della Rete della Conoscenza.

Studenti in strada anche a Napoli in occasione della giornata di mobilitazione che si è svolta in diverse città d’Italia. . Gli studenti, uniti sotto lo slogan ‘Siamo il futuro che si ribella’, chiedono “soprattutto a seguito della pandemia, risposte concrete da parte della governance di scuole e Università, così come dalle istituzioni a partire dalla Regione Campania”. “Quanto fatto fino ad oggi non è assolutamente sufficiente a garantire a tutti il ritorno in sicurezza a scuola e nelle Università – affermano Zidan Shehadeh, dell’Unione degli Studenti Napoli, e Cristina Trey di Link Napoli-Sindacato Universitario – soprattutto in un contesto dove questo diritto non era pienamente garantito nemmeno prima della pandemia”.

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