L’ opinione di Roberto Napoletano. Operazione verità sulle Due Italie e il dialogo che serve per fare

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress – Sono tornato a Avellino dopo molto tempo e ho trovato una città pulita. Al teatro Gesualdo per ascoltare la lezione del premier, Giuseppe Conte, su “Il contributo dei cattolici nell’Assemblea costituente” ho visto grande partecipazione, una platea di studenti attenta, il colpo d’occhio d’insieme, dopo venticinque anni, di una classe politica irpina che ha impersonificato una lunga stagione democristiana e di governo, presente a ranghi compatti, da Ciriaco De Mita a Gianfranco Rotondi, animatore della giornata. Nicola Mancino, Giuseppe Gargani, Ortensio Zecchino e così via.

Mi ha colpito la forza espressiva di un ottantottenne come Gerardo Bianco, il Professore della famiglia democristiana avellinese. Ha collocato l’esperienza politica di Fiorentino Sullo, di cui sono iniziate le celebrazioni per il centenario della nascita, dentro la storia costituente e repubblicana dove cattolicesimo e liberalismo stanno insieme, ma da cui traspare la grande forza del primo meridionalismo. Consentì di trasformare un Paese agricolo di secondo livello prima in un’economia industrializzata e poi in una potenza economica mondiale. Senza mai permettere che la locomotiva del treno italiano si staccasse dai vagoni di coda anzi facendo sempre in modo che i vagoni crescessero più della locomotiva e il treno del miracolo italiano diventasse sempre più veloce.

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