Editoria, Andrea Martella: rilanciare il settore con una legge 5.0.

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Agenpress. “E’ necessario mettere in campo una nuova legge sull’editoria, che chiameremo Editoria 5.0, che possa modernizzare l’intero settore e che possa portare una nuova stagione di rinnovamento per il giornalismo e per l’editoria”.

Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria Andrea Martella che ha anticipato che la legge verrà proposta “subito dopo la legge di Bilancio“.

La legge “vuole avere l’obiettivo dell’ingresso di nuove norme e di un nuovo sistema con incentivi che possano dare sostegno a tutto il settore, in tutta la sua filiera, anche con l’ampliamento del sostegno indiretto. Dare parte della web tax all’editoria, ha aggiunto Martella, credo possa essere un segno importante, anche perché può essere destinata a favorire abbonamenti cartacei e digitali, e per una campagna di diffusione del giornali nelle scuole”.

Martella ha parlato anche della legge sulle querele temerarie. “Io penso che debba essere approvata per garantire la libertà d’informazione, ai giornalisti di informare e raccontare i fatti, e alle persone di essere informate”. “Dobbiamo fare in modo che il Parlamento, e il Governo può fare un’azione di stimolo, possa approvare finalmente la legge che ha già avuto quattro letture tra Camera e Senato”.

Martella ha guardato con un certo ottimismo anche alla situazione delle agenzie di stampa. “Credo ci siano le condizioni per mettere un po’ di stabilità e per vedere il futuro con fiducia, per il futuro del settore”.

Il sottosegretario ha accennato  che il 29 ottobre presenterà “le dichiarazioni programmatiche sul mio dipartimento, per un’interazione tra governo e Parlamento”.
“l’informazione non solo è un settore rilevantissimo ma un bene primario, un valore fondamentale per il funzionamento delle istituzioni della democrazia occidentale”, ha rimarcato Martella. “In essa si saldano due principi, quello della libertà di espressione e del pluralismo, quello di formarsi un’opinione e di poterla esprimere nell’ambito di una pluralità di fonti. Questo è l’indirizzo del mio programma, che cioè l’autorità pubblica da un lato deve garantire libertà e dall’altro vigilare sul pluralismo”, ha concluso.